Matilde Serao: una donna che ha ancora molto da raccontare

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di Marta Ferrara

13/4/2021

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Fonte foto: biografieonline.it

Oggi ricordiamo Matilde Serao, giornalista, scrittrice, imprenditrice. Matilde Serao viene soprattutto ricordata per il suo romanzo Il Ventre di Napoli e per essere stata la prima donna ad aver fondato un quotidiano, Il Giorno. Noi però la ricorderemo anche per il suo essere una donna all'avanguardia, in un periodo in cui l'emancipazione femminile faceva i suoi primi passi, e per aver dimostrato che credere in se stessi è la chiave per il successo.

Matilde Serao: l'infanzia

Matilde Serao nasce il 7 marzo del 1856 a Patrasso, una città della Grecia, in cui il padre Francesco Saverio Serao, fu costretto a rifugiarsi. Questi infatti era un avvocato e giornalista di Napoli, città dalla quale dovette fuggire quando nel 1848, gli anni dei moti rivoluzionari, diventò ricercato perché anti-borbonico. La sua fuga lo portò in Grecia, dove conobbe la nobile decaduta Paolina Bonelly. Dall'unione dei due nacque Matilde Serao. Matilde passò quindi a Patrasso la sua infanzia, per poi vedere per la prima volta la terra italiana all'età di 4 anni, quando nel 1860 ci fu la caduta definitiva dei Borbone. I Serao si trasferirono a Ventaroli, una frazione di Carinola in provincia di Caserta e poi a Napoli nel 1861, dove il padre trovò lavoro come giornalista.

Il primi passi nel mondo del lavoro

Nonostante il padre della Serao fosse un giornalista la strada del giornalismo non si aprì subito per Matilde, che anzi da piccola non voleva imparare a scrivere, e iniziò a farlo solo dopo gli otto anni. Il primo lavoro di Matilde Serao fu come ausiliaria ai Telegrafi di Stato. Contestualmente però Matilde iniziò a sentire dentro di lei il richiamo della pagina bianca e la necessità di riempirla. Iniziò a scrivere così brevi articoli per il Giornale di Napoli e all'età di 22 anni scrisse la sua prima novella Opale. Da quel momento non smise mai più di scrivere, sino al giorno della sua morte.

Roma e Scarfoglio

Nel 1882 a 26 anni, Matilde sente che è il momento di dare una scossa alla sua vita. Parte per Roma con l'intenzione di “fare la differenza”. Inizia così la sua collaborazione con la rivista Capitan Fracassa e scriverà...di tutto! Tutto quello che fa notizia, che è di moda, cronaca, letteratura, cultura, tutte le notizie di cui un giornale può parlare, Matilde ne scrive. Contemporaneamente scrive i primi romanzi, tra cui Il Ventre di Napoli, uno dei suoi romanzi più importanti. La penna è inarrestabile eppure c'è chi la critica. Sembra infatti che il suo modo di scrivere sia diverso da quello degli altri. Eduardo Scarfoglio, giornalista dell'epoca, dirà della sua scrittura: “Vi si dissolve sotto le mani per l'inesattezza, per l'inopportunità, per la miscela dei vocaboli dialettali italiani e francesi”. Eppure è proprio questo modo di scrivere che renderà Matilde Serao unica nel suo genere. Scarfoglio invece si scoprirà essere come la volpe che disprezza perché non arriva all'uva. Si innamorerà perdutamente della donna e, ricambiato, nel 1885 i due si sposano. Ma non sarà un unione solo familiare.


Fonte foto: mattino.it

I due infatti si uniscono anche in affari. Fondano nello stesso anno il quotidiano “Il Corriere di Roma”. L'esperienza purtroppo non andò benissimo e per salvare gli affari dovettero cedere ad una fusione con il Corriere del Mattino, dando vita al Corriere di Napoli. I due si trasferirono quindi nella città partenopea e continuarono qui a lavorare come giornalisti, però non rinunciarono al loro sogno di essere gli unici proprietari di un quotidiano e ci riprovarono nel 1891. Fu allora che, lasciando il Corriere di Napoli, diedero vita a Il Mattino tutt'oggi uno dei quotidiani più letti in Italia.