Fernanda Pivano, l'intellettuale della generazione beat

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di Cesare Giurgola

6/4/2021

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Fonte foto: Grey Panthers

Fernanda Pivano è stata una delle maggiori protagoniste della scena culturale italiana, soprattutto grazie alla sua opera di divulgazione della letteratura americana in Italia.

Nata a Genova nel 1917, da una famiglia che lei definì vittoriana: suo padre aveva origini inglesi, mentre la madre era scozzese. Si trasferì – ancora adolescente - con la famiglia, a Torino, dove frequentò il Liceo Classico D’Azeglio; uno dei suoi insegnanti era Cesare Pavese, grazie al quale scopre e si innamora degli autori americaniLo stesso scrittore aveva dichiarato che Fernanda era già appassionata di letteratura, ma non conosceva la differenza tra quella inglese e americana. Lui le diede quattro libri di altrettanti autori statunitensi:  Addio alle armi di Ernest HemingwayFoglie d'erba di Walt WhitmanAntologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e l'autobiografia di Sherwood AndersonLi lesse avidamente, rimanendo colpita in particolare da Antologia di Spoon River che tradusse. Pavese lo scoprì quasi per caso e lo fece pubblicare con la Einaudi. Il successo fu strepitoso, grazie soprattutto al gusto con cui scriveva e che aveva appreso dallo stesso Pavese.

Nel 1943, in piena dittatura fascista e occupazione nazista, tradusse Addio alle armi di Hemingway; dal momento che si trattava di un’opera contro la guerra, oltre che di un autore di un paese nemico, venne arrestata dalle SS. La vicenda incuriosì lo scrittore americano che – siamo nel dopoguerra – durante un suo viaggio a Cortina, la volle incontrare. Nacque tra i due una bella amicizia, la Pivano diventò la sua traduttrice ufficiale e l’amore della nostra protagonista per la cultura americana divenne sempre più forte. Nel 1956 fece il suo primo viaggio negli Stati Uniti, dove entrò in contatto con l’allora nascente Beat Generation. Ebbe così modo di conoscere e di stringere amicizia con Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti, delle cui opere divenne traduttrice.

Questo la portò, negli anni sessanta, a essere promotrice della cultura Beat in Italia, diventando un mito per i sostenitori di quella letteratura, oltre che un’infaticabile ricercatrice di nuovi talenti. Negli anni ottanta promosse Jay McInerny, Erica Jong, Bret Easton Ellis, astri nascenti di quel periodo, a conferma del suo fiuto di scopritrice di penne felici.

Una curiosità a trecentosessanta gradi

Da grande personaggio della cultura, Fernanda Pivano non si è limitata a concentrare la sua attenzione solo sugli artisti americani, si è interessata anche a quello che accadeva nel nostro paese; ha definito Fabrizio De André il più grande poeta italiano degli ultimi cinquant’anni, ha stretto amicizia con alcuni protagonisti del panorama musicale del nostro paese, come Vasco Rossi, Vinicio Capossela, Morgan, Jovanotti. In poche parole è stata un’ appassionata di una cultura attenta alle rivoluzioni individuali ma non solo, anche promotrice di una letteratura libera da schemi accademici. Oltre che traduttrice, è stata anche una scrittrice prolifica: i suoi romanzi e i suoi saggi sono una sua grande eredità che ha lasciato ai suoi ferventi sostenitori.

Premio Fernanda Pivano

La stessa Pivano - insieme alla giornalista Fiorella Minervino - ha ideato nel 2003, un premio assegnato, annualmente, a personalità che si sono distinte nel campo della cultura e dello spettacolo. Fino al 2009 è stato dato a italiani come Vasco Rossi, Renzo Piano, Mariangela Melato, Vinicio Capossela, Andrea De Carlo, dopo quell’anno è stato assegnato ad autori americani che sono emersi attraverso la loro opera tradotta in Italia. Il premio consiste in un’opera esclusiva, realizzata da Arnaldo Pomodoro, che a sua volta è stato vincitore nel 2004.

In conclusione

Durante i suoi novantadue anni di vita, molti dei quali dedicati alla letteratura, ne ha raccontato i cambiamenti, e ha spinto il nostro sguardo alla realtà d’oltreoceano; ha anche sfidato le istituzioni, promuovendo ogni forma d’arte  di controcultura. Ha dato vita alla più grande rivoluzione letteraria e culturale del nostro Paese: ha scoperto l’America.

È stata la mamma italiana di tutti i beat americani