Anna Magnani: passione e temperamento

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di Cesare Giurgola

20/4/2021

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Fonte foto: MyWhere

Conosciuta anche come Nannarella, è stata una delle più grandi attrici italiane di tutti i tempi, se non la più grande. Una donna affascinante, passionale e di grande onestà intellettuale. Si è dedicata anima e corpo alla recitazione, in particolar modo al cinema, a cui ha dato tanto e da cui ha ricevuto altrettanto; faceva del proprio mestiere quello che ogni artista dovrebbe fare: lo rispettava e lo temeva, amandolo.

Si dice che avesse un carattere tutt’altro che facile, questo probabilmente derivava dal rispetto per ciò che amava, a tal punto da non cedere alla meschinità, ma anche all’ipocrisia del mondo dello spettacolo, sempre pronto a osannare prima per distruggere poi.

Infanzia e formazione

Nata a Roma il 7 marzo 1908, non ha mai conosciuto il padre naturale e fu abbandonata dalla madre in tenera età, motivo per cui fu allevata dalla nonna materna, Giovanna, insieme alle zie Dora, Maria, Rina, Olga, Italia e allo zio Romano, vivendo comunque un’infanzia felice. Si iscrive al Conservatorio per studiare pianoforte – la musica è stata un’altra sua grande passione - ma ben presto capisce che non è la sua strada. Cambia percorso e si iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica, dove scopre di avere un talento nella recitazione e grazie ai docenti, ha modo d’imparare le tecniche per coltivare l’arte per cui sembra esser nata.

Gli esordi nel mondo dello spettacolo

La strada parte subito in salita, e, come capita spesso in tali situazioni, ha dei momenti di scoraggiamento misti a nervosismo; Anna non si perde d’animo e continua quel percorso artistico lungo e tortuoso, consapevole, forse, del suo talento e, come si dice in questi casi. del sacro fuoco della recitazione che arde dentro lei.

Infatti i risultati arrivano, la vita sembra premiarla. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Magnani recita nei teatri di rivista accanto al grande Totò; i due divertivano il pubblico con battute e riferimenti satirici, ironizzando sulla politica del regime fascista, responsabile del tragico destino del paese.

Il cinema

L’approdo nel mondo della settima arte, non è dei migliori: era il periodo dei Telefoni bianchi, la Magnani si deve accontentare a recitare in ruoli secondari che non valorizzano il suo talento; lei è una donna di carattere e sa che prima o poi arriverà il suo momento. La pazienza viene premiata, infatti, nel 1944, recita la parte della Sora Pina in Roma città aperta, di Roberto RosselliniLa pellicola ha un enorme successo, lei vince il suo primo Nastro d’Argento come migliore attrice.

Il capolavoro di Rossellini diventa il manifesto dell’epoca, con un evidente valore simbolico, così come simbolica è la scena della Sora Pina che viene uccisa dai tedeschi mentre rincorre il camion che stava portando via sua marito: è il volto dell’Italia, con le sue sofferenze e le speranze di libertà e di rinascita.

Ora i registi la cercano: in un anno interpreta cinque film, dove recita il ruolo della popolana dall’animo forte e sincero, come l’indimenticabile personaggio de L’Onorevole Angelina (1947), facendo innamorare di sé il popolo più genuino dell’Italia intera. Ma è anche la donna abbandonata e sofferente ne Una voce umana (1948), dove la protagonista, nella disperata telefonata al suo amante, sfoga tutte le sue sofferenze e le speranze che muoiono lentamente, con le lacrime e tutte quelle infinite emozioni di una donna che ama e che viene abbandonata. In Bellissima (1951) – di Luchino Visconti – è Maddalena Cecconi, l’ingenua madre di borgata che sogna per la figlia un futuro nel mondo del cinema. Uno dei ruoli più convincenti della Magnani, che alterna momenti allegri a momenti di sincera commozione.

L'Oscar

Vive la sua piena consacrazione negli anni 50, non solo in Italia, ma anche all’estero: è la prima attrice italiana a vincere il Premio Oscar nel 1956, come Migliore attrice protagonista, grazie all’indimenticabile interpreazione di Serafina ne La rosa tatuata. La stampa americana la considera il simbolo del cinema italiano nel mondo: In confronto a lei le nostre attrici sono dei manichini di cera paragonate a un essere umano.

Il Boom 

Il trionfale ritorno in patria, non corrisponde alla continuità artistica: l’Italia è cambiata, è in pieno Boom economico. È un rinnovamento che non risparmia il cinema, dove ora si impongono diversi canoni femminili. La Magnani, incredibilmente, fatica a ritagliarsi uno spazio, perché è considerata troppo grande per tutti. Il giovane Pier Paolo Pasolini, però, non la dimentica e la vuole protagonista nel suo film Mamma Roma (1962), in un ruolo che fa ancora breccia nell’opinione collettiva.

Riconoscimenti

Oscar e Golden Globe come migliore attrice protagonista nel 1956 per La rosa tatuata

Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista nel 1946 per Roma città aperta e come miglior attrice protagonista nel 1948 per L’onorevole Angelina, nel 1949 per L’amore, nel 1952 per Bellissima. Nel 1957 per Suor Letizia - Il più grande amore

Coppa Volpi nel 1947 come migliore attrice protagonista per L’Onorevole angelina

E poi: il New York Film Critics Circle Award, il British Academy Film Awards e l’Orso d’Argento, tutti come migliore attrice protagonista.

 

I film interpretati dalla Magnani, coinvolgono lo spettatore in maniera totale, grazie al suo carisma e al suo temperamento. La sua arte continua a emozionare anche ai nostri giorni e le nuove generazioni - che non hanno potuto essere a lei contemporanee - possono viverla come attuale e sempre viva.

Ciao, Nannarella.