What's the story? Incontri Sonori: Nicolò Marangoni

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di Martina Guaccio

13/1/2021

La tristezza è un vizio ed io preferisco questa nostalgia”. L’essenza di Nicolò Marangoni è tutta qui, nel verso della sua “Flaubert”, il suo penultimo singolo uscito lo scorso ottobre. Classe ’99, veneto, Marangoni è un cantautore che, nonostante la giovanissima età, sa benissimo dove vuole andare a parare. La sua passione per la musica l’ha avvicinato fin da piccolo alla chitarra ed il pianoforte e gli ha permesso di partecipare con successo a diversi concorsi. Nel 2016 ha partecipato alla scrittura del libro collettaneo “La mia prima volta con Fabrizio De Andrè”, con prefazione di Dori Ghezzi.

 

Oggi le sonorità pop di “Flaubert” risuonano sfogliando allegoricamente le pagine di un vecchio libro che, in più capitoli, racconta la fine di un amore e la nostalgia che si porta dietro. La musica di Marangoni è romantica, struggente, nostalgica proprio come la ballad “La tua stanza piena di fiori”, ultimo singolo uscito lo scorso 24 novembre.

 

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Nicolò, alla scoperta del suo giovane talento.

 

 

Chi è Nicolò Marangoni?

 

Un ragazzo di 21 anni che scrive sempre, curioso, innamorato e deciso sui messaggi che vuole dare alle persone. Tutto il resto della mia vita è poco e non mi definisce.

 

 

Da adolescente inizi ad avvicinarti alla musica, attraverso lo studio di strumenti come la chitarra acustica ed il pianoforte. Come hai capito che il songwriting era la tua strada? Quando è arrivata la prima canzone?

 

La prima canzone credo di averla scritta sui 13 anni, e ho capito che era la mia strada perchè tutta questa cosa, di scrivere e suonare, era bruciante dentro di me e crescendo assunsi sempre più consapevolezza.

 

 

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali?

 

Bob Dylan, Roberto Vecchioni e De andrè.

 

 

Il tuo singolo uscito in ottobre ha un nome importante. Perché proprio “Flaubert”?

 

Perché la canzone nasce proprio da un libro di Flaubert (“Novembre”).E poi in Flaubert ho ritrovato una grande sensibilità per le cose che sento care anche a me.

 

 

Hai eseguito una diretta su Facebook, disponibile sulla pagina del MEI, il Meeting degli Indipendenti, in cui hai presentato diversi brani inediti. A quale sei più legato e perché?

 

A tutte sono legato, in modo diverso quindi non saprei risponderti. Posso dirti però che saranno tutte presenti nel mio primo album.

 

 

Tra gli inediti presentati, c’è “Da solo”, pezzo scritto durante la quarantena della primavera scorsa. Come hai vissuto questo periodo di pandemia, tuttora in corso? “Da solo” credo sia stata la mia svolta, da li si è sbloccato qualcosa in me che ha dato senso ai giorni che

 

Ho scritto molto, e sono cresciuto, quindi per quello che vale ti posso dire che l’ho vissuta/la sto vivendo bene.

 

 

Il tuo ultimo singolo “La tua stanza piena di fiori”, disponibile su Youtube e Spotify, è un’ottima ballad pop. Di che parla?

 

Parla del valore dei ricordi, che come fiori vanno protetti , curati per dare senso non all’amore, ma alle cose dell’amore.

 

 

Progetti futuri?

 

In questo 2021 ci sono tanti progetti che ho in mente, tra tutti c’è il mio primo album che sto lavorando.

 

 

Hermes Magazine consiglia: "La tua stanza piena di fiori" Nicolò Marangoni