Tra Palco e realtà: Le parole di Andrea Del Pozzo, lavoratore dello spettacolo

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di Alessia Viviani

9/12/2020

Foto nell'immagine in evidenza di: Raffaella Sottile

 

 

E’ da ormai inizio pandemia che molti artisti, ma anche coloro che lavorano nel mondo dello spettacolo stanno cercando a più riprese di sensibilizzare chi non conosce l’immenso lavoro dietro ad un concerto, una diretta televisiva, un programma in prima serata e possa davvero rendersi conto di quello che accade dietro quello che ci viene portato agli occhi e all’attenzione. E di quante persone stanno soffrendo questo periodo, insieme alle aziende, che ne fanno parte. Questa intervista l’ho voluta fortemente, perché siamo tutti abituati a sentirne parlare da chi sta sopra il palco, ma se le parole arrivassero da questi ragazzi, da coloro che ci lavorano per davvero forse, forse un pizzico di importanza gliela daremmo un po’ tutti. Così ho intercettato Andrea del Pozzo, e ho chiesto lui di raccontarmi cosa realmente sta accadendo nel suo settore e questo è quello che ne è uscito.

 

Buona lettura e buona riflessione.

 

 

Ciao Andrea e grazie per aver accettato questa intervista! Allora, innanzitutto, spiega per bene di che cosa ti occupi. Nel senso che, come già stiamo ribadendo da tempo, nel mondo dello spettacolo ci sono tantissime figure che stanno “dietro le quinte” molte di più di quelle che stanno sotto i riflettori o sopra il palco, quindi qual è di preciso il tuo ruolo?

 

Ciao Alessia e grazie per avermi proposto questa intervista. Che dire, per cominciare ti posso confermare che indubbiamente, partecipando ad un concerto del loro beniamino, le persone non immaginano minimamente di quanta forza lavoro ci voglia per portare a termine senza intoppi ogni singola data di una produzione anche piccola; detto questo, è anche vero che per il profilo ultra basso che noi tecnici teniamo e dobbiamo tenere durante un live, se non si rendono conto della nostra presenza vuol dire che lo stiamo facendo bene. Io sono principalmente un operatore e programmatore di luci ed effetti, cioè mi occupo di progettare, organizzare, allestire, programmare e far funzionare tutte le luci e gli effetti all’interno di uno show, quindi mi occupo della gestione delle luci motorizzate e dei laser passando dagli effetti di fumo, alle fiamme e gli effetti di Co2. Dal 2016 sono il titolare della Branz Audio & Light Solutions, che altro non è che un full service della provincia di Brescia che si occupa appunto di servizi tecnici completi per eventi e che nel 2018 ha festeggiato ben 40 anni di attività nel settore degli eventi dal vivo.

 

 

 

A che età hai iniziato e soprattutto cosa ti piace di questo lavoro?

 

Ho cominciato ad approcciarmi a questo mondo da giovanissimo, avevo circa 12 anni, complice l’azienda dello zio, poi verso i 14 anni ho cominciato a lavorarci nella stagione estiva ed a 16 sono entrato stabilmente nel mondo del lavoro e, quindi, anche nel mondo dei concerti. Di questo lavoro adoro tutto il bello ed il brutto, il fatto che si debba sempre e comunque portare a termine ciò che si sta iniziando e ciò ti porta ad un’attitudine al problem solving immensa, ti forgia tra pioggia e sudore e ti insegna a non arrenderti mai, d’altro canto ti regala emozioni che ti garantisco non tutti potranno capire ma nemmeno provare... La cosa che amo di più in assoluto è il momento i cui si spengono le luci di servizio e parte l’urlo del pubblico che diventa un boato di stupore nel momento in cui poggi il dito sulla tua consolle, accendi il palco e dai il via a quell’ora di magia che il pubblico ha tanto atteso e questo è immenso!

 

 

Hai lavorato per molti artisti e cantati? Se si ci puoi fare i nomi di alcuni che ti sono rimasti molto impressi riguardo ad atteggiamento verso di voi? Sia in positivo che in negativo se ti va.

 

Guarda nella mia carriera ho avuto la fortuna ed il piacere di incontrare parecchi artisti ed in generale ho avuto sempre piacevolissime esperienze, tra le migliori ti posso dire Mika persona di una sensibilità disarmante, dai modi estremamente gentili che a fine registrazione del suo programma in Rai prima di uscire dagli studi passava da tutti a salutare e cercava la signora delle pulizie perchè senza salutarla non poteva andarsene, oppure Emis Killa nonostante la sua immagine porti ad associarlo ai rapper americani un po' sbruffoni è un ragazzo con un educazione ed un'umiltà che non ti aspetti, che accetta consigli e riconosce la professionalità di chi lavora con lui. Un altro artista particolarmente amichevole con la crew è sicuramente Max Pezzali, altro personaggio molto gentile ed affabile ed anche molto riconoscente alla nostra categoria.

 

 

Ecco, ma in generale come si rapportano le persone famose con voi, nel senso, vi portano rispetto? Avete mai avuto qualche problema?

 

Come ti dicevo nella risposta prima, io ho sempre avuto belle esperienze o almeno diciamo che il 90% sono belle esperienze e preferisco ricordare quel 90 piuttosto che il 10. Comunque, in generale, ho sempre trovato rispetto da parte degli artisti, a volte in maniera più amichevole e gioviale, altre in senso più professionale un poco più freddo e distaccato ma rispetto.

 

 

Passiamo alle cose più serie, tu fai parte di un mondo che sta subendo davvero tanto l’avvento di questa pandemia? Che cosa è che manca al mondo dello spettacolo, in generale, per far si che tutto questo faccia meno danno possibile?

 

Domanda interessante e complicata, manca tutto e non manca niente, nel senso che da parte del nostro mondo si può fare ben poco se ci viene negato il diritto e la possibilità di lavorare. Durante l’estate, dalla nostra, abbiamo dimostrato di poter lavorare rispettando tutte le normative ma purtroppo con le limitazioni non è stato possibile farlo se non in poche occasioni perlopiù organizzate dalle istituzioni o enti pubblici gli unici ad avere le risorse, per i privati era ed è impensabile organizzare qualcosa e poterne trarre guadagno con le attuali restrizioni.

 

 

Se c’è una cosa che vorresti dire a chi sta sopra di voi, di noi, di noi tutti ovvero i grandi economisti e politici del nostro secolo quale sarebbe?

 

Al momento mi vengono in mente solo parolacce. Ma molto onestamente a loro chiederei meno belle parole e più concretezza, soprattutto in questo periodo nefasto e del quale non si vede fine.

 

 

Hai partecipato a qualche manifestazione a riguardo? Se si puoi dirci le tue sensazioni vedendo quello che è stato?