Via della Pergola, Firenze e il suo Teatro

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di Elisa Proietti

30/1/2021

Nel cuore del centro storico della città di Firenze, a ridosso dell’ex convento delle Oblate e dell’Ospedale Santa Maria Nuova e a metà strada tra Piazza San Giovanni e Piazza Santa Croce, sorge il Teatro della Pergola, nella omonima via da cui prese in nome.

 

La sua costruzione è datata 1656 e fu voluta dall’Accademia degli Immobili presieduta da esponenti della famiglia medicea e realizzata da Ferdinando Tacca, figlio del noto scultore che progettò le fontane di Piazza Santissima Annunziata. L’inaugurazione avvenne all’incirca in questo periodo dell’anno, durante il carnevale del 1657 quando i lavori di costruzione non erano ancora stati ultimati.

 

Ciò accadde qualche anno più tardi – nel 1661 – in occasione del matrimonio di Cosimo III de’ Medici e Maria Luisa d’Orleans. Per la prima volta, fu sperimentata l’ideazione di un palco di forma ovale per consentire un’acustica perfetta e con la sua ideazione nacque il concetto di teatro all’italiana, composto da tre ordini di palchi sovrapposti. L’acustica lo rende idoneo ad ospitare la musica e esalta le doti di voce degli attori più grandi; ciò è in gran parte dovuto alla pianta a ferro di cavallo. 

Strutturalmente, le panche formavano due diversi spazi ed erano delimitate da balaustre per consentire la visione al pubblico femminile e a quello maschile in maniera separata.

 

Dalla sua inaugurazione, il Teatro rimase inattivo per molti anni in segno di lutto per la morte di Giovan Carlo de’ Medici e restò ad uso esclusivo della Signoria de’ Medici sino al giugno 1718, anno in cui Antonio Vivaldi vi debuttò con l’opera Scanderbeg e si aprirono le porte al pubblico pagante. A metà del settecento, le originali strutture lignee furono sostituite in strutture in muratura. Altri importanti lavori che modificarono l’ingresso del Teatro furono realizzati a metà ottocento, con la realizzazione di nuovi ambienti e del vestibolo, del caffè e del foyer.

 

Una data simbolo per la storia del teatro in Italia è il 1834, anno in cui Antonio Meucci – allora macchinista alla Pergola – installò il primo meccanismo acustico a trasmissione meccanica della storia per consentire la comunicazione tra i vari e ampi ambienti attraverso un sistema di comunicazione a voce tra la graticcia e la superficie del palcoscenico che anticipa il telefono da lui inventato in seguito.

 

Nel primo decennio del ‘900 gli ordini di palchi furono demoliti e venne creata una grossa loggia che aumentò la capienza degli spettatori, portandolo a 1350. Nonostante il periodo fascista fosse già cominciato – nel 1925 la Pergola venne dichiarata monumento di interesse nazionale e nel 1942 fu ceduto all’ETI (Ente Teatrale Italiano) di nuova costituzione che conservò la sua proprietà per oltre 60 anni, sino al recente 2010 quando la sua gestione passò al Ministero per i beni e le attività culturali.

 

Nel secondo dopoguerra il Teatro fu restaurato da parte dell’Architetto Nello Baroni e dell’ingegnere Simonetti con il totale rifacimento dell’arredo e la trasformazione del palco reale. L’ultima grande modifica strutturale avvenne infine dopo la triste alluvione del 1966 che colpì Firenze, periodo nel quale la Pergola interruppe la sua attività.

 

Passaggi storici sul palco della Pergola

 

Alla Pergola nacque il melodramma, genere dal quale si sviluppò l’opera lirica. Numerosi sono gli artisti che si susseguono dal momento in cui il Teatro apre le porte al pubblico.

 

Nel dicembre 1906 arriva alla Pergola Eleonora Duse con il leggendario Rosmersholm di Ibsen diretto da Edward Gordon Craig: per l’attrice viene costruito accanto al palcoscenico il leggendario Primo Camerino, ancora oggi in uso. Tra gli altri, Giuseppe Verdi vi fece debuttare nel 1847 il suo Macbeth, lasciando come tangibile testimonianza lo sgabello sul quale riposava durante le prove, ancora oggi conservato nel museo del teatro.

 

Negli anni a ridosso della fine della Seconda Guerra Mondiale, viene nominato il nuovo direttore Spadoni che rimase alla guida per oltre trent’anni; egli rivitalizzò la Pergola facendone il tempio della grande prosa. In questo periodo il teatro si radica profondamente nel tessuto cittadino e diventa protagonista della vita culturale dell’epoca. Negli anni successivi, ospita la Bottega di Gassman e la scuola di Eduardo e sottolinea il valore della formazione d’alto livello a teatro. Oggi la Pergola continua a portare avanti la sua funzione scenica. Da quest’anno per il triennio 2021- 2023 il suo nuovo direttore è l’attore Stefano Accorsi.

Come si legge sul suo sito ufficiale esso rappresenta ancora: “L’Epicentro della Fondazione Teatro della Toscana, teatro di rilevanza nazionale, la Pergola è oggi un centro culturale vivo, che utilizza come principale potenzialità la sua storia e il prestigio dei suoi spazi” per portare avanti la sua intensa attività. E noi, speriamo di poter ritornare a goderne molto presto.