Sulla morte senza esagerare: uno spettacolo dissacrante ed ironico al NTFI

Blog Image

di Maria Clara Esposito

20/7/2020

Sulla morte senza esagerare è andato in scena il 18 e il 19 luglio nel cortile centrale della Reggia di Capodimonte, una della location all’aperto di questa edizione non convenzionale del Napoli Teatro Festival Italia 2020.

 

Lo spettacolo, ideato e diretto da Riccardo Pippa, si ispira ai versi della poetessa polacca Wislawa Szymborska, citati a più riprese sul grande schermo nero che fa da sfondo alla scena. Le parole, le uniche che compaiono in tutto lo spettacolo, fanno da coro greco all’azione.

 

In scena troviamo La Morte, con cappuccio nero d'ordinanza, in attesa delle anime da portare nell’aldilà, in una linea di mezzo tra la vita e la morte, in cui i personaggi dicono addio ai loro corpi e affrontano in trapasso. Ma non tutto va come La Morte vorrebbe: alcuni non sono pronti, altri vengono curati, il più delle volte la vita irrompe potentemente.

 

Chi ne afferma l'onnipotenza

è lui stesso la prova vivente

che essa onnipotente non è.

 

Tuonano le parole della Szymborska che, sul retro della scena, sembrano irridere La Morte, la quale ne esce ridicolizzata, sfidata, maldestra.

 

Tutti i personaggi portano una maschera in cartapesta creata dalla costumista della compagnia, Ilaria Ariemme. Le maschere, potentemente caratterizzanti, trasformano i personaggi in figure fantasmatiche e cadaveriche, aspetto che perderanno solo quando abbracceranno la morte definitivamente.

 

La recitazione, privata della parola e dell’espressività del volto, risulta incredibilmente vivace, ironica, comunicativa, a dimostrazione che il teatro ha bisogno di pochissimi mezzi per poter raccontare e dire. La scenografia stessa risulta molto essenziale: una panchina, un lampione e qualche oggetto di scena. Null’altro.

 

L’allestimento del NTFI, rispetto a quello dello spettacolo portato in scena in precedenti occasioni, si arricchisce – per stessa ammissione del regista – dell’esperienza della pandemia che ha messo a dura prova il rapporto che ognuno di noi ha con la morte, la malattia e il congedo dalla vita.

 

Nonostante la tematica greve, lo spettacolo si dimostra leggero, ironico, divertente e al contempo poetico e suggestivo, vibrante di emozioni e riflessioni. Un’esperienza significativa di teatro contemporaneo.