Chedworth: un antico mosaico romano potrebbe riscrivere la storia inglese

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di Selene Sovilla

20/12/2020

Dopo quasi 400 anni, Roma aveva perso la Britannia, le unità dell’esercito e i membri del servizio civile venivano man mano ritirati o non più retribuiti in contanti, e il governo centrale smise di emettere paghe in conio. Tutto questo causò il declino della produzione, e l’industria dei servizi e dell’artigianato divenne insostenibile”.

 

Il V secolo d.C. ha segnato l’inizio dell’epoca sub-Romana, spesso definita come l’epoca dei “Secoli bui” – anni di cui ci sono giunti ben pochi documenti e di cui le prove archeologiche scarseggiano. Si crede per lo più che la maggior parte della popolazione si sia conseguentemente data all’agricoltura di sussistenza per sopravvivere e, dopo la rottura con Roma, il sistema amministrativo della Britannia si frammentò in una serie di feudi locali”.

 

Così spiega Martin Papworth, archeologo del National Trust e impiegato negli scavi presso la villa romana di Chedworth, Gloucestershire, sud ovest dell’Inghilterra. Diviso in tre edifici indipendenti e con oltre 35 stanze dissotterrate, l’edificio è uno degli esempi architettonici più grandi e meglio conservati nel paese ed è stato datato ad almeno il II secolo d.C., conferendogli quasi 2000 anni di storia. Nel IV secolo, tra il 360 e 380 d.C., la villa fu estesa e migliorata, divenendo un simbolo di ricchezza, lusso e comfort, grazie in particolar modo ai suoi meravigliosi pavimenti in mosaico, agli ambienti decorati con maestose raffigurazioni greco-romane, alle grandi stanze da bagno e  ai preziosissimi dettagli in marmo, solitamente riservati alla famiglia imperiale. Scoperta casualmente nel 1864, non si conosce l’identità di quel che fu il suo proprietario, nonostante appaia chiaro che si trattasse di una persona di rango elevato.

Fonte dell'immagine: National Trust

 

Ma con la separazione dell’Impero Romano dalla Britannia nel 410 d.C. e il successivo declino demografico, culturale ed economico, anche la villa di Chedworth cadde vittima dell’abbandono, e gradualmente venne sovrastata e inglobata dalla natura circostante – o almeno così si pensava. Perché mentre è evidente che l’età d’oro dell’edificio andò pian piano tramontando, di recente si sono invece sollevati forti dubbi su quando questo sia effettivamente accaduto.

 

Durante gli scavi del 2017, parte di un programma iniziato nel 2012, gli archeologi hanno difatti ritrovato nella Stanza 28 un mosaico a pavimento differente da tutti gli altri; una serie di cerchi in stile guilloche alternati da fiori e nodi, ma di qualità inferiore rispetto a quelli presenti nel resto della struttura. E ora, a distanza di tre anni, sono giunti i risultati dell’analisi al radiocarbonio – risultati fortemente inaspettati, tanto che gli esperti hanno addirittura preferito ripeterli per esserne certi. Gli esami, eseguiti su carbone e ossa ritrovati nell’area, dimostrano infatti come il muro della stanza non possa essere stato costruito prima del 424 d.C. e che il mosaico sia necessariamente più tardo, la cui minore qualità probabilmente dovuta al graduale declino di quest'arte. Esiti che potrebbero dunque cambiare la datazione della storia medievale inglese e che mette in forte dubbio il reale inizio dei suoi “Secoli bui” – l’era della “Dark age” post-romana.

 

Fonte dell'immagine: National Trust

 

Ciò che è emozionante riguardo la datazione del mosaico di Chedworth, continua Martin Papworth, è il fatto che sia prova di un declino più graduale. La creazione di una nuova stanza e di una nuova pavimentazione fa presumere ricchezza, e un’industria di mosaici che, 50 anni più tardi di quanto ci si aspettasse, continuava ancora. Sarà interessante investigare sul perché i proprietari della villa di Chedworth vivessero ancora in quel modo nel tardo V secolo. Sembra dunque che, nella parte ovest del paese, lo stile di vita romanizzato sia sopravvissuto per un po' di tempo”.

 

Anche il Dr. Stephen Cosh, archeologo specializzato in epoca romana, si è detto scioccato dalla datazione. “Ci sono vari mosaici romani, nell’area, di cui gli archeologi hanno sempre e solo saputo dire che fossero posteriori ad una certa data, senza mai saper indicare di quanto. Ma di nessuno di questi si era mai sospettata una datazione così tarda”.

 

Ora sarà dunque necessario per gli esperti esaminare anche altri siti della regione, per verificare se sia possibile dimostrare ulteriori rifacimenti simili in altre ville ancora occupate durante il V secolo. E a noi non resta che attendere, per vedere se la storia sarà davvero riscritta.