Bacoli (Napoli): scavi archeologici riportano alla luce i resti di una villa imperiale

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di Benedetta Di Nunno

21/11/2020

Come spesso succede nelle città piene di storia come Napoli, un ordinario lavoro di scavo riporta alla luce un pezzo d’antichità. 

 

È accaduto nel borgo antico di Bacoli, nei pressi della Piscina Mirabile. Dove sono emersi i resti di una villa imperiale risalente al periodo del II secolo d.C.  Una scoperta avvenuta a seguito di scavi per posare una nuova condotta del gas e che, grazie alla grande attenzione degli amministratori non sarà ricoperta di nuovo sotto pietre e asfalto. Infatti, il Comune, in accordo con la Soprintendenza e con la collaborazione di Italgas, ha deciso di recintare la zona lasciando in vista tutto ciò che si potrà recuperare.

 

È stato proprio sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, a commentare la lieta notizia   sul suo profilo Facebook: “Abbiamo deciso, in sinergia tra Comune e Soprintendenza, e grazie alla collaborazione con Italgas, di non disperdere nuovamente questo patrimonio sotto terreno, pietre ed asfalto. Ma lo lasceremo a vista, recintato. Sarà una nuova tappa lungo il percorso pedonale che, dal lago Miseno, ammirando la Sibilla di Jorit e attraversando il parco pubblico di Campi Elisi, porta alla meravigliosa cisterna d’acqua dell’acquedotto Augusteo.

 

"Un viaggio tra presente e passato. Perché, ogni qual volta è possibile, bisogna far splendere i nostri tesori. Arricchendo il patrimonio culturale e turistico della nostra terra. Insieme, possiamo fare sempre meglio".

 

Sono stati rinvenuti, dunque, ciò che resta di una strada romana, così come due grossi pilastri sopra i quali molto probabilmente si ergevano colonne che si immagina fossero di grande dimensione. A lavori terminati si creerà dunque una nuova tappa archeologica in una zona già piena di straordinarie bellezze anche naturali. Nel territorio di Bacoli, infatti, oltre alla meravigliosa cisterna d’acqua dell’acquedotto Augusteo che noi conosciamo come Piscina Mirabilis,  esistono altre eccezionali testimonianze di un grande patrimonio culturale,  che qui convivono con  eccezionali bellezze naturali. 

 

Nella zona di Bacoli ritroviamo infatti opere importanti create nel corso dei secoli dai greci e romani fino ai Borbone, che hanno lasciato la meravigliosa Casina Vanvitelliana su un’isoletta del Lago Fusaro. In questo splendido territorio si trova  l’Anfiteatro di Cuma e una parte degli Scavi archeologici di Cuma, una delle più antiche colonie greche in Italia, risalente al 730 a.C. dove esiste anche lo straordinario Antro della Sibilla.

 

Ma sono i romani che indubbiamente caratterizzarono con le loro opere questi splendidi luoghi. La zona di Bacoli, e in particolare di Miseno, fu trasformata in una base della flotta romana del basso Tirreno, diventando, in età augustea il più importante sito militare romano della zona, ospitando anche la prima flotta imperiale, la Classis Praetoria Misenensis. Di qui la necessità di avere una enorme e stupenda cisterna per le acque come la Piscina Mirabilis usata per approvvigionare di acqua le navi della flotta romana. Ma nelle vicinanze di Bacoli esistono tante testimonianze di grandezza e bellezza: una zona diventata anche rifugio di ricchi patrizi romani che costruirono le loro grandi ville.Nel territorio ci sono infatti le Cento Camerelle, antico impianto idrico dotato di cisterne, gli straordinari Scavi di Baia, un’area archeologica che conserva diversi edifici termali come il Tempio di Diana, quello di Mercurio e quello di Venere con un’ampia zona anche sommersa. Poi la Villa di Servilio Vatia sulle rocce di Torregaveta, le Terme Stufe di Nerone, un antico centro termale di origine romana.

 

Un luogo stupendo e unico al mondo, dunque,  e non ci meraviglia affatto che nel centro di Bacoli sia stata rinvenuta una villa romana d’epoca imperiale del II secolo d.C. È così, riteniamo sia scontato, oltre che apprezzabile, che l’intento dell'amministrazione comunale di Bacoli,  sia , in occasione di questo importante ritrovamento archeologico,  quello di valorizzare la  storia di Napoli, di arricchire la sua cultura ed attrarre sempre più il flusso turistico verso i tesori della  città, lasciando emergere e dando risonanza agli elementi storici che parlano del  passato, così come del  presente.