Il Canto di Natale: il viaggio di Scrooge verso la redenzione

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di Alessia Viviani

20/12/2020

Il Canto di Natale, chiamato anche “Cantico di Natale”, “Ballata di Natale” o “Racconto di Natale”, è un romanzo semplice, breve e fantastico scritto nel 1843 di Charles Dickens. È anche una delle opere più famose e popolari nella letteratura straniera. È il più importante della serie dei Libri di Natale, una serie di storie che include anche “Le campane” (non ci è dato sapere se quelle da morto o giù di lì), “Il grillo del focolare” (famosissimo parente di quello parlante di Collodi), “La battaglia della vita” (come se non lo sapessimo della grande rottura di scatole che ci aspetta fuori dall’utero materno) e “Il patto col fantasma" (auguro con tutto il cuore che sia stato un accordo con Slymer oppure Casper, al protagonista).

 

Qualche chicca sull’autore

 

Vibrant new portraits at Charles Dickens museum present the celebrated  author in glorious technicolour | The Art Newspaper

fonte foto: the Art Newspaper

 

Appurato che di queste nozioni didattiche interesse ben poco alla maggior parte delle persone, partiamo dal presupposto che parlare di Carlino e della sua opera di maggior successo per me è sicuramente un grande onore. Ma chi è Carlino (per gli amici d’élite Charles o Charlie)?

 

Dunque cari lettori, sappiate che il Charlie ha fatto un sacco di cose, troppe anche per la sottoscritta. E’ stato anche il fautore di un romanzo alquanto conosciuto a puntate per un giornale britannico: David Copperfield. Che non si è ancora capito se si trattasse di un don Giovanni oppure di un simpatizzante di Mago Merlino. Nell'opera a fondo autobiografico si possono riconoscere personaggi e situazioni che lo stesso Dickens pare avesse vissuto in prima persona. Diciamo che fin dalla prima adolescenza il caro Dickens non è che abbia avuto chissà quale fortuna a livello familiare, non viveva una bella situazione da figlio e neppure da coniugato tanto che nel 1858 si separa definitivamente dalla sua sposa, screditandola sui giornali e accusandola di non aver mai saputo badare ai figli e alla famiglia, nonostante inizialmente pareva andassero d’amore d’accordo. Insomma la solita tiritera delle coppie sposate che dopo cinque anni e qualche figlio iniziano a sfracellarsi i cosiddetti di vivere sotto lo stesso tetto, perché la convivenza con figli e figlie non è sicuramente quella che ci propinqua la gallina del mulino di Antonio Banderas. Dickens continua comunque a mantenerla (e ci mancherebbe pure) e mette a sua disposizione una casa in cui possa vivere (che pare il minimo indispensabile, ma che non sempre è così scontato, perché gli stronzi sono ovunque). La moglie morirà dopo venti anni. E Georgina, sua sorella, si muove in suo aiuto negli ultimi anni della vita della povera Catherine. Voci di condominio parlano di un flirt tra Charles e la cognata (parte la sigla di Beautiful).

 

L'infelicità nel rapporto coniugale e la sua predisposizione a far diventare cervi le sue amanti e le sue spose si palesa anche quando, nel 1855, si reca ad incontrare una certa Maria Beadnell, il suo primo amore che, pur essendo sposata, sembra cada in (e sul) fallo di lui con un sonoro “oplà” nel rivivere il romantico ricordo che il Charlie ha di lei.

 

Il buon Dickens prima di lasciare questo mondo, decide di provare un’emozione forte che vada oltre il salto della quaglia e il giorno 9 giugno 1865 si trova coinvolto nell'incidente ferroviario di Staplehurst, nel corso del quale ben sei carrozze del treno sul quale Dickens viaggiava cadono rovinosamente da un ponte in riparazione; l'unica carrozza di prima classe che rimane sul ponte è proprio quella in cui si trova lo scrittore. Vedi tu che fortunello, questo Carlino.

 

La sua ora però giunge esattamente cinque anni dopo il disastro ferroviario che l’aveva visto coinvolto.

 

Negli ultimi mesi del 1865 si reca ancora in America per un giro di letture delle sue opere. Il suo stato di salute peggiora giorno dopo giorno. Alla fine gli viene diagnosticato un attacco di paralisi. Nel 1868, tre anni dopo pare essere risorto a vita nuovo e incurante dell’eta che avanza  continua il suo tour di letture in America, leggendo libri a sbafo ovunque: Filadelfia, New York, Baltimora e Washington. Voci di popolo dicono che abbia letto anche un libro di favole ad Andrew Johnson, allora presidente degli Stati Uniti per farlo addormentare e procedere con uno scandalo tipo Lewisky alla Casa Bianca con la consorte dell’allor capo di stato. L’ anno successivo fu un anno difficile per le sue cornee in quanto lessero circa 72 delle 100 letture pubbliche che aveva intenzione di fare. Tanto che il suo medico, Francis Beard, (che evidentemente ne aveva capito qualcosa dell’avanzare dell’età) gli consiglia vivamente di cessare le letture e l’utilizzo del viagra preistorico, pena gravissimi danni al suo fisico e di salute mentale di tutti. La raccomandazione del dottore sortisce un buon effetto e le condizioni di Dickens migliorano. Tuttavia nel 1870 aumenta la frequenza dei fastidi ad un piede e l'8 giugno è colto da uno svenimento causato da un'emorragia cerebrale. Morirà alle ore 18.10, esattamente a cinque anni di distanza dal tragico incidente tra treni. Quando il destino non contento ti viene a ricercare e ti trova anche senza foto segnaletica.

 

Il canto di Natale