Sette minuti di terrore per l'atterraggio storico di Perceverance su Marte

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di Benedetta Di Nunno

19/2/2021

Il rover Mars 2020 "Perseverance" è giunto finalmente a destinazione, dopo circa sei mesi di viaggio nello spazio interplanetario! È atterrato con successo ieri sera e l'evento è stato trasmesso in diretta streaming. Per chi si fosse perso la notizia e la trasmissione ecco di seguito alcune importanti informazioni.

 

Mars 2020 è il nome formale della missione del nuovo rover targato NASA, lanciato da Cape Canaveral il 30 luglio 2020 a bordo di un razzo-vettore a due stadi Atlas V ed è stato ideato dalle menti del Jet Propulsion Laboratory.

 

Gli obiettivi principali di questa nuova missione sono la ricerca di tracce di  antica vita microbica sul Pianeta Rosso e la raccolta di campioni di suolo e rocce che possano essere riportati in futuro sulla Terra e sottoposti ad analisi più dettagliate. Le informazioni reperite serviranno a caratterizzare la geologia e il clima del pianeta e apriranno la strada all’esplorazione umana oltre la Luna.

 

Un altro compito di Perceverance sarà quello di dispiegare Ingenuity, il primo elicottero progettato per volare su un altro pianeta. Una volta su Marte, il piccolo velivolo di 1,8 kg, potrà iniziare a compiere alcuni voli di prova. Si tratta di un passo importante per le missioni marziane: se tutto andrà bene, l'elicottero dimostrerà che il volo robotico su Marte è possibile, aprendo le porte a future esplorazioni.   

 

La fase di atterraggio da quando il veicolo spaziale ha raggiunto la parte superiore dell’atmosfera marziana è stata davvero intensa.  Sette minuti di terrore, così lo hanno definito alcuni ingegneri, il tempo necessario per atterrare su Marte. Un passaggio critico per le missioni marziane a causa dell'atmosfera rarefatta del pianeta che non fa da freno naturale durante la discesa.

 

Ma vediamo sommariamente le fasi: quando sono iniziati questi fatidici sette minuti c'è stato un picco di riscaldamento: l'attrito dell'atmosfera ha  riscaldato il fondo della capsula a temperature fino a 1300 gradi celsius. Poi la capsula ha dispiegato il suo paracadute a velocità supersonica. È seguita la separazione dello scudo termico: il fondo protettivo della capsula di ingresso si è staccato circa 20 secondi dopo il lancio con il paracadute. Ciò ha consentito al rover di utilizzare un radar per determinare la distanza dal suolo e utilizzare la sua tecnologia di navigazione per trovare un sito d'atterraggio sicuro. Tutto è andato secondo i piani e il rover è atterrato sul Pianeta Rosso alla velocità di 2,7 km/h intorno alle 21:55 di ieri, ora italiana.

 

La coreografia è stata complessa e in più il ritardo di tempo coinvolto nella comunicazione con la Terra ha significato che la navicella spaziale ha realizzato questa coreografia di discesa da sola. Perseverance è atterrato nel terreno più impegnativo mai considerato: il sito scelto è il Cratere Jezero, nella parte occidentale della Isidis Planitia. Il cratere è un bacino d’impatto largo 45 chilometri con l’impronta di un delta di un antico fiume, tra i tre e i quattro miliardi di anni fa, ripide scogliere, dune di sabbia, campi di massi e altri piccoli crateri. Il delta, ricco di argilla, potrebbe aver conservato molecole organiche. 

 

Una data importante, un evento storico di grande portata che speriamo possa realizzare gli obiettivi che gli addetti si sono preposti per verificare se ci potrà essere una possibilità di vita su questo pianeta sconosciuto. Nel frattempo la NASA ha già inviato la prima foto.