Disturbi neurologici funzionali, la cantina Tinazzi a sostegno della ricerca

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di Marco Valeriani

17/2/2021

“Fare vini buoni che facciano del bene”: è questo il principio ispiratore della cantina veronese Tinazzi, sede a Lazise,che conferma il proprio sostegno all’indagine sulle conoscenze inerenti i disturbi neurologici funzionali. 

 

Per l’azienda veneta si tratta del terzo step del percorso di formazione avviato con l’Università scaligera e inteso a sensibilizzare i medici e il personale sanitario su patologie troppo spesso trascurate. 

 

Parallelamente, vedi l’emergenza sanitaria da Covid-19, è stata posta in essere una seconda linea di ricerca per comprendere meglio gli effetti del lockdown da pandemia sui sintomi funzionali dei pazienti e sul loro corrispondente stato emotivo. Non senza dimenticare il confronto dell’effetto della seconda e della prima chiusura totale sullo stato di salute degli stessi.

 

L’impegno per la salute mentale espresso dalla cantina Tinazzi, attraverso il percorso dedicato alle neuroscienze che vede in prima linea il Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Ateneo, risale al gennaio 2018 e nasce dall’idea di diffondere competenze in materia tra gli attori interessati dai processi d’affiancamento ai malati.

 

Nella prima fase del progetto, condotto dalla professoressa Mirta Fiorio e dalla dottoressa Angela Marotta in qualità di responsabili scientifici, l’indagine è stata rivolta ai medici di famiglia del territorio circa l’esperienza clinica legata alla gestione dei disturbi funzionali. Da qui i risultati apparsi recentemente sulla rivista internazionale Frontiers in Neurology. All’anno successivo, il 2019, datano invece gli incontri di formazione all’Ordine dei Medici e Odontoiatri, destinatari sempre i medici di base, a cui ha fatto seguito la pubblicazione del testo “I disturbi motori funzionali: nuovi approcci diagnostici e terapeutici”.

 

Nel 2020 il progetto ha visto inoltre la realizzazione di un’indagine, questa volta su base nazionale, tra 492 neurologi, vale a dire tra le figure specialistiche coinvolte in prima istanza nella diagnosi di questi disturbi. Nel 2021 si continuerà contattando gli psichiatri e nel 2022 allargando la platea dei professionisti al contributo degli psicologi e dei fisioterapisti.

 

Ma cosa sono i disturbi neurologici funzionali? In medicina si parla di sintomi motori (tremore, disturbo della marcia, debolezza, spasmi muscolari) il cui impatto comporta limitazioni notevoli alla qualità della vita dell'individuo. Nonostante la diffusione, rimangono difficili da riconoscere poiché non riconducibili a danni strutturali del cervello rilevabili attraverso i “normali” esami diagnostici.

 

E ciò equivale a un ritardo nella loro individuazione nonché nella definizione della strategia terapeutica. Da cui ne discende il gap economico e le evidenti ripercussioni sull’intero Sistema Sanitario Nazionale.