Parma: Capitale italiana della Cultura 2020+21

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di Arianna Tomba

21/5/2020

La cultura batte il tempo”. Questo il titolo del Manifesto scelto per comunicare alle persone le intenzioni degli organizzatori dell’evento. Quest’anno, la città di Parma, in collaborazione con le vicine Piacenza e Reggio, avrebbe dovuto essere teatro di numerosi eventi e attività legati al mondo della cultura, intesa in ogni sua sfumatura. Non solo mostre e spettacoli, ma anche dibattiti e momenti di riflessione su ciò che il Manifesto dell’evento considera come

 

“…cultura nel suo senso più ampio, vivo e produttivo, fattore decisivo nel processo di negoziazione che le diverse dimensioni temporali e sociali reclamano: la cultura scandisce il tempo di vita della città e nel far questo favorisce l’abbattimento degli steccati storici e sociali che rendono complicate le forme di dialogo.

Considerare la cultura come luogo di “inclusione dei tempi” significa chiedere a chi opera in questo campo di tenere insieme la memoria e l’invenzione, l’assodato ed il rimosso e di creare spazi comuni in cui si possa avviare una riflessione sul senso autentico dell’essere comunità in una dimensione multiculturale e moderna. Significa lavorare sui luoghi e nei luoghi, sui gruppi sociali e con i gruppi sociali. Significa attualizzare un pensiero lungo secoli…

 

Da qui la prevista collaborazione dell’Università di Parma, di cinema e teatri, nonché dell’intero tessuto produttivo, per immergersi in una cultura che riscopra il suo lato ideologico e sociale.

 

L’annullamento degli eventi e il rinnovo per il 2021

 

Purtroppo, a causa dell’epidemia di Covid-19 che ha colpito moltissimi Paesi, tutti gli eventi, i laboratori e le attività in programma hanno dovuto essere annullati. Un duro colpo da assorbire per la città e l’intera Regione, visto che, stando alle parole dell’assessore alla Cultura Michele Guerra, Parma era già “sold out”.

 

Il Comune, tuttavia, non si è dato per vinto. Insieme alla Regione, e con l’approvazione delle città già candidate per il 2021 (le quali, dunque, concorreranno per l’ottenimento del titolo nel 2022), ha chiesto al Governo di rinnovare la scelta di Parma come Capitale Italiana della Cultura anche per il 2021.

 

Questa richiesta è stata accolta e ufficializzata col nuovo Dl Rilancio, nel quale si legge, all’art. 187 quater, c. 8:

Il titolo di capitale italiana della Cultura conferito alla città di Parma per l’anno 2020 è riferito anche all’anno 2021. La procedura di selezione relativa al conferimento del titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2021, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, si intende riferita all’anno 2022”.

 

Soddisfatte le parti richiedenti, col sindaco della città, Federico Pizzarotti, che dichiara: “Parma Capitale Italiana della Cultura 2021 rappresenta una decisione giusta e lungimirante: la città e la sua gente hanno lavorato tanto per creare un anno della cultura all’altezza delle aspettative del Paese, avevamo una gran voglia di dimostrare tutto il potenziale di Parma. Ce l’abbiamo tuttora: nel 2021 torneremo ancora più forti. La cultura continuerà a battere il tempo e a essere metronomo della nostra crescita”.

 

Un’altra, meritata, occasione, dunque, per tornare a far brillare le luci sulla città che al tempo stesso racconta dell’epoca romana e di quella medievale, che racchiude in sé lo stile rinascimentale e quello barocco, che ha subito l’influenza del pensiero borbonico e di quello illuminista, nella quale si intrecciano il tessuto contadino e quello imprenditoriale. Una città che respira ed emana cultura, una “cultura che batte il tempo” e permea ogni istante.