Il cambiamento della ristorazione in Italia, dopo l’emergenza Coronavirus

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di Francesco Gimigliano

20/5/2020

Il 2020 sarà ricordato nella storia dell’umanità, per l’avvento della pandemia dovuta al Coronavirus. Tutte le abitudini cementate nel corso degli anni dall’essere umano sono cambiate e con esse anche la concezione di vendita di moltissime attività, sul territorio nazionale.

 

Sicuramente, uno dei settori più colpiti è stato quello della ristorazione. La spensieratezza che si poteva trovare in un qualunque ristorante italiano, almeno per i prossimi mesi è diventato un miraggio. Le nuove norme emanate dal governo, con un apposito decreto ha limitato di molto, l’ingresso nei ristoranti, da parte degli avventori, pertanto ogni ristoratore dovrà seguire delle regole ben precise, per garantire la sicurezza dei clienti.

 

Prima della riapertura, ogni ristoratore dovrà eseguire una scrupolosa sanificazione dei locali e di tutto ciò che vi è dentro, successivamente dovrà frequentare un corso specifico per il comportamento di sicurezza da osservare e poi sarà possibile aprire il locale al pubblico. All’interno di ogni locale dovrà essere garantita una consistente distanza tra un tavolo e l’altro, di almeno due metri e non bisognerà creare nessun tipo di assembramento.

 

Si può affermare con assoluta certezza che, andare al ristorante per degustare sapori e odori non sarà più piacevole come lo era in passato. L’aria di relax e di svago che si poteva trovare all’interno di un ristorante è mutata, così come dovranno esserlo le precedenti abitudini. Prima o poi tutto ritornerà alla normalità ma, nel frattempo, il settore della ristorazione avrà un lungo periodo di cambiamento. Un altro dilemma sarà quello di capire come reagiranno le persone, quando avranno voglia di andare al ristorante in famiglia o con amici.

 

La cosiddetta “fase 2” attuata dal governo per garantire l’apertura dei ristoranti è partita e non resta altro da fare che, aspettare e vedere come andranno le cose.