Sanremo '21: le pagelle della seconda serata

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di Martina Guaccio

4/3/2021

Seconda serata della 71esima edizione del Festival di Sanremo. Ama e Ciuri sanno che davanti a sé hanno lunghe, lunghissime ore di diretta e, consapevoli di avere come unici spettatori oltre l’orchestra, una distesa di simpatici, a tratti sorprendentemente volgari e variopinti palloncini, cercano di divertirsi come possono. No, non è semplice portare avanti una serata del genere. Gli applausi finti, alla lunga, più che smorzare il silenzio creano un incredibile imbarazzo ma i due procedono noncuranti, sostenuti da incursioni di vario genere e soprattutto età. 

La serata comincia con i Giovani in gara. Si parte da Wrongonyou, la cui gavetta di anni ed anni alle spalle sta finalmente dando i suoi frutti, passando per Greta Zuccoli, o meglio per il suo vestito rosso superluccicoso (canzone non classificabile); arriviamo alla fine con Dellai, i gemelli interscambiabili (di uno potevamo tranquillamente farne a meno) e concludiamo con Davide Shorty, i cui capelli suggeriscono uno scappato dal concerto del primo maggio, la giacca un barocco non richiesto, la camicia un glam pop non pervenuto. Un’esatta trasposizione del suddetto concetto in musica. 

I fuori gara

Laura Pausini: Può piacere o non piacere, ma che sia il simbolo internazionale del pop italiano, confermato anche dal Golden Globe appena vinto, non si discute. Performance non entusiasmante, mantello e guanti ancora meno.

Il Volo: Non se ne salterebbero uno di Sanremo. E infatti.

Elodie: etera, spigliata al punto giusto, emozionante nel suo racconto di vita vissuta. Ad oltre metà serata, sembrava di essere al SuperBowl nella performance di punta: “Battito animale” su “Vogue”, con “Tequila e Guaranà” di sfondo, mescolato all’inconfondibile intro di “Crazy in love” intonato come Mahmood ci suggeriva qualche anno fa con “Soldi”. Mashup di altissimo livello. Lei una Beyoncè nostrana, bellissima, coinvolgente. Che tu sia uomo o donna non fa differenza. Rimani ipnotizzato. Allora, Lady Gaga chi?

Cinguetti, Leali e Bella: tre incursioni che potevamo risparmiarci; avranno probabilmente scambiato l’Ariston per lo studio de “I Migliori Anni”. La stecca di Leali incarna tutta la nostra disperazione mista a rassegnazione. Abbiamo ancora altri 5 cantanti in gara da ascoltare.

Gigi d’Alessio: nei pieni “anta” si compiace nel travestirsi da giovane (e finisce anche per crederci) circondandosi da altrettanti giovani, anch’essi mascherati da trapper e simili, rigorosamente in occhiali da sole, bomber lucidi e catene diamantate. Vabbè.

Achille Lauro: Reference del giorno? Mina dalla chilometrica treccia che intona il twist che ascoltiamo da mesi alla radio. Steso sulle scale, lascia la scena ai due coniugi Barra-Santamaria che fanno il verso a Travolta e Thurman. Arriviamo a rimpiangere persino lo spettacolo di ieri, almeno ci ha fatto parlare.

In gara

Orietta Berti – Quando ti sei innamorato: Una sirenetta in tenuta da sera. Una Ariel che la voce è riuscita a tenersela stretta, lontana dalle grinfie dell’età, rimanendo teneramente imprigionata nella canzone all’italiana di un tempo. Coraggiosa. Voto 6

Bugo – E invece sì: attingiamo al migliore Battisti già dalla prima nota; e se di Lucio ricordiamo la vocalità più volte messa in discussione, qui ci chiediamo come mai le porte di Sanremo non siano state sbarrate. Morgan aveva ragione in quanto a presenza scenica e performance live. Ma siamo certi che la canzone registrata in studio supererà la maggior parte delle canzoni in gara. I presupposti ci sono tutti. Voto 8

Gaia – Cuore Amaro: per i primi minuti servirebbe un interprete per comprendere almeno una parola, a meno che non hai a portata di mano il caro vecchio Tv Sorrisi e Canzoni con testi alla mano. Arabeggiante random, radiofonica, ma piatta. Voto 6

Lo Stato Sociale – Combat Pop: cosa vi aspettavate dallo Stato Sociale? Ecco, esattamente quello che hanno portato sul palco: gli ennesimi siparietti che vogliono convincerti che sia la canzonetta strapparisate (per non dire altro) del Festivàl che si piazza alta in classifica perché “è simpatica”. No. Non ne possiamo più. Voto 4

La Rappresentante di Lista  - Amare:  Un verso recita “Urlare dopo avere pianto”. Noi abbiamo urlato alla vista del rosa shocking di coppia, e la cantante lo ha fatto per tutti e tre i minuti di pezzo. La voce ha sovrastato la musica che, se fossimo riusciti a sentire meglio, ci avrebbe regalato qualche piacevolissima sorpresa. Voto 7

Malika Ayane – Ti piaci così: probabilmente il fatto di avere alte aspettative non ha giocato a suo favore. La voce fa il grosso, il pezzo scivola via, probabilmente serve riascoltarla, ma lo faremo sicuramente alla radio per i prossimi mesi. Voto 6

Ermal Meta – Un milione di cose da dirti: una mielosissima ballad pop stile Meta acchiappafan. Non aggiungo altro. Voto 5

Extraliscio feat. Davide Toffolo - Bianca Luce Nera: A meno di un minuto dall’inizio, un immediato teletrasporto in piazza San Giovanni al noto concertone. Musicisti di talento che si divertono, ma sembra pur sempre di essere al Primo maggio. Voto 6

Random – Torno a te: Nomen omen, diranno in molti, ma la giovane età e il fatto di essere sconosciuto ai più gli ha richiesto davvero tanto coraggio in una performance a teatro vuoto. Ok, ci fa tenerezza ma la canzone ci fa scuotere la testa a destra e sinistra in segno di grande grande dissenso. Voto 5

Fulminacci - Santa Marinella: strofe alla De Gregori, tanto ormai gli pseudio-indie vanno tutti lì a parare. Non male, però, il risultato. Voto 6

Willie Peyote - Mai dire mai (La Locura): lui dice che "Siamo schiavi dell’hype" ma confermiamo di esserlo anche della sua “mai dire mai”. Risvegliati dopo ore di piattume sanremese. Merita. Voto 8

Gio Evan: Appurato che sia un cantante (sì, pensavo lavorasse su Instagram come produttore di didascalie), all’Ariston si scopre anche attore e artista di strada. Aspetti da un momento all’altro che compaia la palla di vetro per farla rotolare lungo il braccio. Non ci siamo. Voto 3

Irama - La genesi del tuo colore: triste sorte per il ragazzo del talent che, causa tampone positivo di uno della sua crew, vede sfumare il sogno sanremese, almeno in parte. Va in onda la sua esibizione registrata delle prove generali e stupisce. Non male. Voto 6.5

Tirare in ballo il calcio femminile all’una prima delle ultime esibizioni? Un colpo basso, decisamente. Siamo tutti provati. E anche questa sera la classifica infierisce. Bugo ultimo della serata, Ermal primo, in classifica generale. Chiederemo i danni.