Il nuovo album di Gazzelle è davvero "OK"?

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di Martina Guaccio

26/2/2021

Flavio Pardini stavolta la prende alla larga e, con un album annunciato, lascia tutto nelle mani di una massiccia campagna di marketing che vede Milano ricoperta di colori, gli stessi che campeggiano sulla cover di “OK”, titolo del suo terzo lavoro in studio. Piazze e strade milanesi vedono comparire inusuali cassette antiincendio: “Rompere in caso di emergenza” è la scritta ben in vista che invita i più fortunati, come in una caccia al tesoro, ad impossessarsi del vinile, in anteprima assoluta qualche giorno prima del lancio ufficiale.

 

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OK” segna il ritorno di Gazzelle, a due anni di distanza dal suo ultimo lavoro “Punk” e si eleva a simbolo pseudo-indie pop. Prodotto superpompato, superpop, ma decisamente non “Superbattito”. 11 brani pronti per l’uso, una somministrazione in più dosi di frasette adolescenziali prescritte dal dottor Pardini al suo pubblico che non esiterà a citarlo nelle stories di Instagram (vedi fra tutte “7” e “Però”). Tra riempitivi e wannabe hits, Flavio manda cenni di intesa a chi l’ha conosciuto ben prima del grande successo, richiamando, con buoni risultati, il caro vecchio britpop con Destri, già singolo con annesso videoclip che sa di mancuniano e la ballad GBTR che pare riportarlo coi piedi per terra, come a ricordagli da dove è partito. Grande eco per l’attesissimo pezzo “Coltellate”, frutto della collaborazione con Tha Supreme. Indie vs trap. Nessuno vince e nessuno perde. Un incontro leale che unisce e riunisce più fan, confezionando un album da primi posti in classifica Spotify, il che, si sa, non sempre è sinonimo di qualità.

 

 

OK” è un trito e ritrito di synth e chitarre pop. Un prodotto che sembra avere già una data di scadenza, persino per il suo pubblico più affezionato. Da consumarsi preferibilmente entro “il tempo di uno starnuto”.