Il Club del 27: la maledizione dei musicisti rock (e non solo)

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di Cesare Giurgola

16/11/2020

Fonte foto: ilsuperuovo.it

 

Il club dei 27: è quel gruppo di grandi musicisti che hanno fatto la storia della musica - soprattutto Rock e non soltanto – e che sono morti a 27 anni; lo hanno fatto all’improvviso, all’apice del loro successo. In circostante misteriose. Ha anche una sezione più ristretta, J27, una sorta di circolo più esclusivo, quelli che avevano anche una J nel nome o nel cognome, vediamo chi sono.

 

 

Jim Morrison

 

Al secolo James Douglas Morrison. il re lucertola, leader dei Doors. Viene trovato senza vita nella vasca da bagno da Pamela, la sua ragazza storica, il 3 luglio del 1971, a Parigi, nell’appartamento in cui si è stabilito da un po’ di tempo. Arresto cardiaco. Pare che prima di fare il bagno avesse assunto un cocktail di birra, whisky e China white, un’eroina cinese molto potente. È sepolto nel cimitero di Père Lachaise. Meno di un anno prima, Jim aveva detto una cosa agli amici, che bevevano con lui in memoria di un’amica morta:”State bevendo con il numero tre”.

 

 

Janis Joplin

 

L’amica morta – il numero due - era una delle voci più straordinarie del Rock. Il 4 ottobre 1970 viene trovata sul pavimento della sua camera d’albergo, uccisa da un’overdose di China white, che a quanto pare andava di moda in quel periodo. Era nata il 19 gennaio 1943, aveva anche lei 27 anni.

 

 

Jimi Hendrix

 

Vero nome James Marshall Hendrix; il funambolico chitarrista di Seattle, fu trovato morto il 18 settembre 1970, nel suo appartamento, soffocato dal vomito procurato da un’overdose di sonniferi mescolati a whisky e anfetamine. Era nato il  27 novembre 1942, deceduto, quindi, a 27 anni.

 

 

Brian Jones

 

Jim, Janis e Jimi, tutti con una J nel nome, Janis Joplins anche nel cognome. Meno di un anno prima se n’era andato Brian Jones, musicista geniale, nonché membro fondatore dei Rolling Stones da cui era uscito sbattendo la porta poco tempo prima. Viene trovato annegato nella piscina della sua villa nel Sussex, il 3 luglio 1969, dopo una cena innaffiata da vino, brandy, vodka e whisky, con aggiunta di tranquillanti e anfetamine. Anche lui nel club esclusivo del J27. Tutti e quattro i musicisti si conoscevano, si frequentavano si stimavano, avevano molte cose in comune, tra cui le droghe che li hanno uccisi.

 

 

Dal 1968 al 1973 ci sono tanti musicisti morti a 27 anni, un periodo importante per la storia sociale, politica e culturale del mondo occidentale, anni di contestazione. Malcolm Hale, chitarrista degli Spanky and our gang, folk band Americana, Zenon De Fleur dei The Count Bishops, Alan Wilson, chitarrista dei Canned Heat, Linda Jones cantante soul americana, Leslie Harvey chitarrista inglese. Morti per overdose, incidenti stradali, sparati, caduti da cavallo, fulminati da un cavo messo male.

 

 

Coincidenze?

 

Queste misteriose coincidenze hanno alimentato teorie che tirano in ballo i servizi segreti, la CIA o altri corpi speciali. Secondo tali teorie, infatti, i membri del Club 27, sarebbero stati eliminati a causa della loro presunta influenza sovversiva sulle grandi masse di fans. Jimi Hendrix per esempio finanziava le Black Panthers, organizzazione rivoluzionaria afroamericana.

 

 

Abbiamo altri esempi di illustri ventisettenni morti in tempi più o meno recenti

 

 

Kurt Cobain

 

Leader dei Nirvana, una delle band che più hanno fatto tendenza negli anni novanta, viene trovato senza vita – l’8 aprile 1994 - sul pavimento di una soffitta della sua villa a Seattle, ucciso da un colpo di fucile. Morto da tre giorni. In mezzo a una serie di oggetti sparsi in giro, “Automatic for the people” dei R.E.M. sul giradischi e con un mix di eroina e valium rilevati dall’autopsia. Suicidio. Era depresso, e non reggeva alla pressione dell’essere una celebrità; bipolare e disturbato lo era stato da sempre e la vita da rockstar non lo aiutava di certo. Essendo nato il 20 febbraio 1967, aveva anche lui 27 anni.

 

 

Amy Winehouse

 

Una delle voci più straordinarie della storia della musica, esagerata e trasgressiva, sembrava non riuscire a sopportare il peso del successo. La mattina del 23 luglio 2011, la sua guardia del corpo, che negli ultimi tempi le fa anche da badante, va a svegliarla. Vedendo che Amy non si muove, chiama l’ambulanza che quando arriva nell’abitazione londinese della cantante, la trova uccisa da una crisi respiratoria, provocata da vari acciacchi accumulati a causa di una vita sregolata e aggravati dalle tre bottiglie di vodka che si era scolata in quella notte. Era nata il 14 settembre 1983, per cui 27 anni, per di più aveva una J nel nome, dal momento che si chiamava Amy Jade Winehouse.

 

 

Il capostipite

 

Il primo di tutti è Robert Johnson, uno dei più grandi bluesman della storia, una chitarra suonata in modo originalissimo e una voce fantastica, da far rimanere incantato il pubblico che lo ascoltava nelle sue esibizioni. Muore il 16 agosto 1938, probabilmente ucciso, in un locale malfamato di Greenwood, con una bottiglia di whisky avvelenata – si presume - dal barista, perché pare che Robert avesse una relazione con sua moglie. Sonny Boy che suonava con lui lo aveva avvertito di non bere, perché la bottiglia era già stata stappata. Aveva 27 anni anche lui, essendo nato l’8 maggio 1911.

 

 

C’è una leggenda su di lui, si dice che suonava malissimo la chitarra, tanto che gli amici come Sonny Boy lo prendevano in giro. Un giorno Robert se ne va, sta via un po’ e quando torna sembra un mago della chitarra, fa venire i brividi per quanto è bravo, magari si è esercitato tanto, magari gliel’ha insegnato qualcuno, dicono che abbia fatto un patto col diavolo.

 

 

 

In conclusione

 

Sarà forse destino? Una maledizione di quel numero 27? Dove due più sette fa nove, ventisette è tre volte nove che capovolti fanno tre volte sei – 666 - il numero di Satana. Possono essere supposizioni che per qualcuno sono romantiche suggestioni a cui credere, per qualcun altro, magari più pratico, rappresentano solo una fredda statistica. Di certo c’è che sono personaggi che hanno dato tanto al mondo della musica, lasciando un’immensa eredità che arricchisce il mondo occidentale.