9 Giugno: centocinquant’anni dalla morte di Charles Dickens

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di Lisa Egman

8/6/2020

Fu ad Hingham, piccolo comune del Kent, in Inghilterra, che Charles Dickens si spense per un’emorragia cerebrale nel 1970, lasciandoci in eredità una produzione letteraria senza eguali, specialmente legata ai suoi romanzi sociali, ancora oggi attuali e di grande successo in tutto il mondo.

 

La vita di Dickens

 

Facciamo però un passo indietro per ripercorrere la storia dell’autore: Dickens nacque nel 1812 a Landport. La sua infanzia, che divenne poi spunto per molte delle sue opere, iniziò a diventare difficile quando nel 1823 la sua famiglia si vide costretta a trasferirsi a Londra, nel quartiere di Camden Town, all’epoca uno dei più poveri della città. La sua famiglia si impoverì infatti costantemente nel corso degli anni, fino a quando il padre di Charles venne imprigionato per debiti nel 1824. Il piccolo Dickens, a soli dodici anni, venne a questo punto mandato a lavorare dai genitori in una fabbrica: costretto a lavorare per dieci ore al giorno e a condividere una misera stanza con altri ragazzi. Charles si sentì in quella circostanza estremamente umiliato ed abbandonato dalla famiglia, e oltretutto continuò a lavorare anche dopo che il padre uscì di prigione grazie a una somma ricevuta in eredità. Fu solo nel 1825 che al padre di Dickens venne riconosciuta una pensione di invalidità: ciò permise a Charles di iniziare finalmente a frequentare una scuola, precisamente la Wellington House Academy. In seguito, avendo imparato la stenografia durante un’esperienza lavorativa in uno studio legale, Dickens si trovò a lavorare presso tribunali e uffici legislativi, e qui decise di diventare cronista parlamentare. Dopo alcune prime esperienze come cronista approdò infine al Morning Chronicle nel 1834: proprio allora venne pubblicato il primo dei suoi Sketches by Boz, sotto pseudonimo.

 

Si può dire che il Morning Chronicle fu un ottimo trampolino di lancio per il successo di Charles Dickens, infatti fu proprio questo giornale a pubblicare in dispense mensili il suo primo romanzo I quaderni postumi del circolo Pickwick, l’opera che lo rese famoso. Il resto è storia: tutti noi conosciamo Oliver Twist, da cui è tratto anche il famoso film di Roman Polanski del 2005, tutti noi conosciamo la storia di Canto di Natale, e David Copperfield, rivisti e rivisitati addirittura come cartoni animati. Furono proprio questi suoi romanzi che valsero a Charles Dickens il titolo di fondatore del romanzo sociale. Le sue storie infatti ruotano attorno a personaggi appartenenti alle più deboli e povere fasce di popolazione, ai ceti sociali svantaggiati, evidenziando le pessime condizioni e le difficili situazioni a cui erano sottoposti.

 

Le opere di Charles Dickens scavano da quasi due secoli nel profondo degli animi dei suoi lettori, emozionandoli tanto che addirittura su Mercurio c’è un cratere che è stato intitolato proprio a Charles Dickens. Il suo successo è arrivato fin là.