Alla scoperta di Caprarola

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di Cesare Giurgola

6/4/2021

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Fonte foto: My Tuscia

 

Caprarola è un borgo di poco più di cinquemila abitanti, situato nella provincia di Viterbo; per la precisione nella parte a sud dei Monti Cimini, a est rispetto al Lago di Vico e tra la Cassia e la Flaminia.

Un po’ di storia

Le prime notizie di insediamenti stabili, si hanno nell’XI secolo; non ci sono testimonianze di insediamenti etruschi o romani, a causa della sua posizione in un territorio impervio.

Nel medioevo, dopo un’accesa contesa tra famiglie di feudatari, fu dapprima sotto gli Orsini (1275), dopo breve tempo passo ai prefetti di Vico e nel 1435 passo alla giurisdizione della Santa Sede.

Il massimo splendore lo ebbe nel XVI, quando i Farnese, dopo che il Cardinale Alessandro Farnese fu eletto Papa - col nome di Paolo III - estesero il loro dominio su Caprarola, costruendo ville e castelli; il punto massimo di splendore e di ricchezza che raggiunse la potente famiglia, si ebbe quando fu costruito il Palazzo Farnese, a tutt’oggi la più importante attrazione di questo borgo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, trovò rifugio a Caprarola, presso la casa Brunetti, la famiglia ebrea romana dei Veneziano. Grazie alla loro solidarietà, i coniugi Roberto e Maria Brunetti furono insigniti dell'alta onorificenza di Giusti tra le nazioni, dall'Istituto Yad Vashem  di Gerusalemme.

Il borgo

È diviso in due da una lunga strada dritta in leggera pendenza, lungo la quale sono disposte botteghe pittoresche, abitazioni medievali e palazzetti rinascimentali; si intravedono anche scorci sui Monti Cimini e sull’intatta natura circostante.

Arrivando alla fine di questo lungo percorso - una bella passeggiata - si trova Palazzo Farnese, uno dei capolavori dell’architettura laziale.

Palazzo Farnese

È la principale attrattiva del borgo.

La facciata è provvista di una doppia scala che porta a un balcone, da cui si può ammirare un magnifico panorama su Caprarola e sul territorio circostante.

Si accede, poi,  al cortile di forma circolare con due porticati sovrapposti e volte affrescate. Qui in estate si svolgono concerti e manifestazioni culturali. Le meraviglie degli interni iniziano subito: a partire dalla Scala Regia, una scalinata a chiocciola retta da trenta colonne doriche.

Dalla questa si accede al Piano Nobile e alcune delle sale più belle del palazzo. Proseguendo nella visita, si raggiungono la camera da letto (Camera dell’Aurora) e la Stanza dei Fasti Farnesiani, con affreschi che raccontano la vita dei Farnese.

Più avanti ci sono l’Anticamera del Concilio e la Sala dei Fasti di Ercole, decorata da Federico Zuccari.

Una delle stanze più belle del palazzo è la Stanza delle Geografiche o del Mappamondo, in cui è possibile vedere qual era la conoscenza del mondo, al tempo dei Farnese. Singolare è  la Sala degli Angeli o Dell’Eco, chiamata così per i particolari effetti acustici. Sul retro del palazzo ci sono dei magnifici giardini all’italiana e la Casina del Piacere, usata da Luigi Einaudi come residenza estiva del Presidente della Repubblica.

Il pozzo del Diavolo

È una grotta di origine vulcanica, posta alla sommità del Monte Venere. Si pensa che l’ambiente sotterraneo si sia originato dallo svuotamento della massa lavica.

Si accede da un imbocco largo circa 5 metri, con un salto di 3 metri. È presente una specie di salone principale con diverse diramazioni di piccole dimensioni.

Chiesa di Santa Teresa

Situata di fronte alla facciata sud di Palazzo Farnese, si staglia sul verde della collina.  La facciata, con le serliane laterali - archi a tutto sesto, affiancati da due aperture  - è ispirata alle architetture venete. L’interno è ricco di opere importanti tra cui il ritratto di Odoardo Farnese, colui che incaricò l'architetto Girolamo Rainaldi, di costruire la chiesa.

Lago di Vico

È uno dei laghi più belli e meglio conservati d’Italia, meta ideale per una bella passeggiata immersa nella natura, in special modo in primavera ed estate.

Secondo la leggenda fu Ercole a creare il lago con un colpo di clava.

La cucina

È molto varia e vive dei prodotti tipici della zona, come carne, pesce – di lago, naturalmente - verdure, castagne e nocciole.

Di quest’ultime, Caprarola è il più grande produttore in Italia; infatti l’ultimo week-end di agosto e il 1 settembre, c’è la Sagra della nocciola, con cui vengono preparati i dolci tipici, come i tozzetti, gli amaretti e le verginelle.

Viene prodotto un olio eccellente che è il principale condimento di tutti i piatti.

 

Dite la verità: non vedete l'ora che finisca l'era dei divieti colorati, per andarla a visitare?