Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini: La "casa" della leggendaria Profetessa Sibilla

Blog Image

di Emiliano Tumino

17/2/2021

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini che si erge nel cuore dell’Italia, tra le Marche e l’Umbria, è un vasto massiccio montuoso caratterizzato da oltre venti vette che superano i duemila metri di quota e che raggiungono, con il Monte Vettore i 2.476 m. Il territorio, di origine prettamente calcarea, è stato profondamente modellato dall’azione dei ghiacciai del Quaternario che ha dato origine a splendidi circhi glaciali, come quelli del Vettore e del Monte Bove e a tipiche valli ad “U”, nonchè dai fenomeni carsici che risultano particolarmente evidenti in tutta l’area e nei Piani di Castelluccio, in particolare.

 

La vegetazione è formata alle quote inferiori da boschi di roverella, carpino nero ed orniello, mentre al di sopra dei 1.000 m prevalgono le faggete che dai 1.400 m. diventano pure. Alle quote più elevate, le praterie altitudinali dove sono presenti specie assai rare e vistose come la stella alpina dell’Appennino, la genziana appenninica o il salice nano che è considerato l’albero più piccolo al mondo. Faunisticamente il parco ospita specie assai rare ed importanti come il lupo, l’aquila reale, il falco pellegrino. Grazie a dei progetti di reintroduzione realizzati dal Parco sono inoltre ritornati a vivere nell’area il Camoscio appennino ed il Cervo.

 

 

Da vedere

 

 

Fra i comuni che meritano una visita c'è Visso, sede del Parco Nazionale. La leggenda narra che questo comune umbro del Parco, caratterizzato da un centro storico raccolto e pittoresco, sia stato fondato ben 907 anni prima di Roma e che, dal suo riconoscimento come libero comune e fino all’invasione napoleonica,fosse diviso in cinque distretti chiamati "Guaite", comprendenti anche Castelsantangelo ed Ussita.

 

Non lontano, ad attrarre il visitatore, un itinerario percorribile anche in auto, le Gole della Valnerina, scavate dall’impetuoso fiume Nera, e il massiccio montuoso del Monte Bove, di aspetto dolomitico.

 

Per la particolarità della sua collocazione va citato il paese di Arquata del Tronto, unico comune d'Europa il cui territorio è compreso all'interno di due Parchi Nazionali: quello dei Monti Sibillini a nord e del Gran Sasso e Monti della Laga a sud, già Abruzzo. 

 

Cuore di un'importante settore del parco è Norcia, patria del Patrono d'Europa, S. Benedetto, e famosa per lo splendido centro storico. A Preci, luogo di spiritualità, da vedere è l'Abbazia di Sant'Eutizio, fondata nel 470 d.C., in cui è nata la Scuola chirurgica preciana.

 

Da fare

 


Il trekking, molto praticato in tutta l'area, è facilitato da tracciati segnati e dalle visite guidate che sono curate dalle Case del Parco. Particolarmente interessanti sono alcuni sentieri a tema, come quello dello Zafferano, così chiamato perché ripercorre l'antica strada di coloro che portavano dall'Abruzzo l'antica spezia.

 

Anche l'arrampicata sportiva è molto diffusa nel parco, soprattutto nei versanti settentrionali del Monte Bove. Per la struttura morfologica e le particolari condizioni ambientali, legate alle correnti atmosferiche, il parco è il regno del deltaplano e del parapendio.

 

Altri sport, oltre allo sci durante la stagione invernale nella zona di Forca Canapine, sono il rafting e il canyoning lungo i fiumi.

 

E' possibile scoprire, in mountain bike, molti degli ambienti più suggestivi del parco, grazie a numerosi sentieri segnalati specifici per questa disciplina.

 

 

Da non perdere

 

 

Sembra quasi un locus amoenus quello in cui sorge il Santuario di Macereto, nelle alture sopra Visso, a circa 1000 metri s.l.m.. Si tratta di un complesso religioso, nei cui pressi sorgeva un tempo il castello dei conti di Fiastra. Rappresenta la maggiore espressione dell'Architettura rinascimentale del '500 nelle Marche.

 

Risalendo lungo il Fiume Nera verso l'entroterra marchigiano, ci si trova di fronte ad un vero e proprio spettacolo: il Lago di Fiastra. Nonostante sia un lago artificiale, le sue acque sono in ogni stagione dell'anno di un azzurro cristallino in cui si rispecchiano le vette dei monti circostanti. Di lì si possono raggiungere la suggestiva Valle dell’Acquasanta con le sue splendide cascate e la Grotta dell’orso.

 

Fra le numerose leggende da cui è imperniata la zona dei Sibillini (noti sin dal medioevo in tutta Europa come regno di demoni, negromanti e fate), le più famose sono quelle legate all' "Illustre profetessa" Sibilla, che viveva in una grotta sita sull’omonimo monte, e quella di Pilato secondo la quale il corpo morente del procuratore romano fu trascinato da alcuni bufali nelle acque del "demoniaco" lago, sito in una delle valli più elevate del Monte Vettore. Il paesaggio quasi lunare, a cui si arriva partendo da Frontignano con un percorso di oltre 4 ore, è assolutamente da non perdere.

 

La scoperta del territorio dei Sibillini è quindi senz’altro un’esperienza di particolare valore che può essere vissuta al meglio grazie all’articolato sistema di fruizione territoriale attivato dal parco nel corso degli anni: dalla “Grande Via” (190 km), ai 6 “Itinerari giornalieri” da seguire anch’essi in automobile, bicicletta o moto, al “Grande Anello dei Sibillini” (120 km) percorso escursionistico da compiere in una settimana, al “Grande Anello in Mountain Bike” (160 km),  ai 17 “Sentieri escursionistici” ed ai 18 “Sentieri natura”, percorsi più facili adatti per famiglie, di cui due risultano anche accessibili a persone con disabilità motorie; per ciascuno di tali itinerari sono a disposizione delle guide sia in italiano che in inglese.

 

 

Itinerari

 

 

I sentieri escursionistici che come una rete attraversano queste montagne, garantiscono, dalla primavera all'autunno, di poter scoprire in maniera vivificante, sia l'ambiente naturale che storico-culturale. L'inverno, quando le cime più elevate sono ricoperte dalle abbondanti nevi, rappresenta invece un'occasione nuova per muoversi sci ai piedi, fra boschi e valli avvolti da un silenzio assoluto. Passeggiate a cavallo, in Mountain bike, voli in deltaplano o col parapendio, arrampicate su roccia e ghiaccio, sono altre opportunità che si offrono ai visitatori che rivolgendosi alle "Case del Parco", possono effettuare interessanti escursioni guidate, sia storiche che naturalistiche, alla scoperta dell'essenza di questo territorio così raro e pregiato.

 

 

Trekking ed escursionismo nel Parco

 

 

Il territorio del Parco offre innumerevoli e diversificate possibilità per chi vuole, camminando, scoprirne i suoi tesori in tutte le stagioni. I percorsi urbani ci guidano negli angoli medioevali dei paesi disseminati alle pendici dei Sibillini, mentre piacevoli passeggiate ci conducono nel mosaico di vita dal sapore rurale e pastorale. Il contatto con la natura selvaggia e il mondo magico delle vette, invece, possono essere raggiunti attraverso escursioni più impegnative, che spesso richiedono esperienza, allenamento e attrezzatura idonea. Sono itinerari interamente segnati ma è anche possibile affidarci alla competenza delle Guide ufficiali del Parco, in grado di svelarci i segreti più nascosti dei Sibillini nella massima sicurezza.

 

Un'esperienza indimenticabile, infine, può essere vissuta lungo il Grande Anello dei Sibillini, un percorso escursionistico di 124 Km completamente segnalato  che, in nove giorni di cammino, permette di scoprire l'intera catena montuosa.


Per maggiori informazioni rivolgersi alle: Case del Parco.

 

I prodotti tipici

 

 

A cavallo tra Marche e Umbria, il parco dei Sibillini è crocevia di antichissime tradizioni gastronomiche: la civiltà pastorale si unisce alla norcineria (di cui l'Umbria è capitale indiscussa) e l'agricoltura resiste, con alcune produzioni simbolo, come la lenticchia di Castelluccio. Sui Monti Sibillini si producono salumi straordinari - coppe di testa, lonze e capocolli, salami lardellati, prosciutti - ma la storia di questo territorio è prima di tutto quella della transumanza: il formaggio più importante è il pecorino, ma si trovano anche le ricotte (fresche o stagionate) e, in misura minore, caprini o misti. L'elenco delle ricchezze gastronomiche del parco non finisce qui: questo territorio incontaminato offre antiche varietà di mele, eccellenti produzioni di miele, tartufi, funghi (russole, boleti, amanite, finferli), castagne, ceci, cicerchie, trote (allevate nel torrente Nera), farine (di grano, di granoturco e di roveia), pane cotto nel forno a legna, biscotti e, per finire, i due tradizionali fine pasto della zona: il Mistrà e il Vin cotto.

 


La selezione delle "produzioni eccellenti" è stata effettuata da una apposita commissione di Slow Food che ha degustato e valutato i prodotti del Parco.