Facciamo insieme l’itinerario delle ville del veneto

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di Naomi Filoramo

23/12/2020

Ci troviamo in Veneto, un luogo ricco di storia, da ammirare e da scoprire.

 

In questo periodo in cui non è possibile viaggiare, credo sia necessario continuare almeno a farlo con la fastasia, e perché no, magari fantasticado su cosa fare appena sarà possibile farlo. Ecco perché oggi, voglio portarti con me in un tour delle Ville del Veneto.

 

Un tour che si divide in 5 itinerari, ognuno comprensivo di due / tre ville, una più bella e caratteristica dell’altra, ognuna con la propria storia.

 

 

Itinerario 1: Le ville della riviera del Brenta

 

Questo itinerario ci propone tre ville visitabili in un giorno.



Si parte da villa Venier Contarini, dove vi attende una visita guidata delle barchesse laterali e del parco della villa. Questa villa è situata sull’argine sinistro del fume Brenta, ed è composta da un corpo padronale affiancato appunto dalle due barchesse, un oratorio e alcuni annessi. Le barchesse mostrano dei cicli di affreschi risalenti al 1600, ed oggi è sede dell’Istituto Regionale Ville Venete.

 


Si prosegue poi con il visitare Villa Badoer Fattoretto, situata sull’argine destro del fiume Brenta. Ed è composta da un corpo padronale settecentesco e annessi laterali. Durate la Seconda guerra mondiale, la villa putroppo subì ingenti danni, per questo subì un restauro completo che portò ad una raccolta nelle adiacenze di documenti, materiali e attrezzi legati alla “vita del villano”, tali ritrovamenti permisero la creazione di un museo.

 

Dopo aver assaporato le bontà della zona in uno dei ristoranti della zona, possiamo ripartire con il nostro tour concludendo questo itinerario con Villa Widmann, anche questa villa si compone di un corpo padronale settecentesco con giardino e corte adiacente, la barchessa, la cappella gentilizia e un vasto parco a nord con la serra. La Villa nel corso degli anni passò a diversi proprietari, fino a quando nel 1984 la Provincia di Venezia, la acquistò ad un’asta giudiziaria. Oggi è sede di mostre, eventi culturali e dello IAT di Mira.

 

Itinerario 2: da Verona a Vicenza

 

Il secondo itinerario tra le ville del Veneto passa da Verona a Vicenza, iniziando da Villa da Porto, situata ai piedi del colle della Fratta, la Villa si compone di un corpo padronale aperto in un pronao di quattro colonne tra due pareti chiuse cui si innestano a est l’ala destra e la loggia. La grande barchessa racchiude resti di una residenza più antica e di una torre colombara. La Villa è stata costruita tra il 1662 e il 1724, ed è una delle più prestigiose dimore appartenute alla nobile famiglia Da Porto. Attualmente è gestita dal Comune di Montorso Vicentino.

 

Si prosegue con Villa Cordellina Lombardi, questa villa si inserisce nel contesto urbano di Montecchio Maggiore e si compone della villa padronale attorno cui si distribuiscono le scuderie, la foresteria, i giardini anteriore e posteriore. Costruita tra il 1735 e il 1740, presenta lungo le pareti del salone della residenza padronale preziosi affreschi di Giambattista Tiepolo.



Concludiamo con Villa Almerico, Capra Detta “La Rotonda”. La villa sorge sulla sommità di un colle all’inizio della Riviera Berica, alla periferia di Vicenza. Costruita su commissione di Mons. Paolo Almerico da Andrea Palladio intorno al 1570, è il simbolo del famoso Architetto: la sala centrale in forma circolare è iscritta in una base quadrata con quattro facce uguali. La dimora passa alla famiglia Capra nel 1591. Dal 1911 è della famiglia Valmarana che l’ha aperta al pubblico dal 1986.

 

 

Itinerario 3: Piazzola sul Brenta, Padova e Monselice

 

Cominciamo da Villa Contarini, Camerini Girardini. Situata al centro del contesto urbano di Piazzola sul Brenta, a pochi chilometri dal fiume, la villa si compone di un corpo centrale, due ali laterali, la semiellisse porticata incompiuta, la peschiera e le scuderie. Posteriormente troviamo il grande parco. Il corpo centrale, costruito nel 1546 su disegno del Palladio per volntà dei famigli a Contarini, fu nei secoli ampliato e rimaneggiato. Dal 2005 è gestita dalla Regione del Veneto, impegnata in un’importante attività di valorizzazione di questo rilevante patrimonio culturale.

 

Proseguiamo con un castello, il Castello Cini, detto “Ca Marcello”, che si erge ai piedi del Colle della Rocca, vicino al centro urbano di Monselice e si compone di quattro nuclei principali: la casa romanica, il castelletto, la torre ezzeliniana e Ca’ Marcello. Costruito tra l’XI e il XVIII sec. Il castello è stato dimora signorile, torre difensiva no a diventare villa veneta. Dal 1981 il Castello Cini è passato in proprietà alla Regione Veneto, divenendo museo regionale.

 

Ultima di questo itinerari, è Villa Duodo, collocata a metà costa del colle della Rocca, villa Duodo venne costruita dalla nobile famiglia veneziana Duodo sulla base dell’antica chiesetta intitolata a San Giorgio. A destra l’ala più antica risale al 1593 ed è opera dell’architetto Vincenzo Scamozzi. La parte frontale viene aggiunta nel 1740 ed è la più recente. Completano il complesso i giardini e l’esedra, dedicata a San Francesco Saverio, al culmine della grande scalinata in pietra del 1600.

 

Itinerario 4: Pojana maggiore, Noventa Vicentina e Sant'Urbano

 

Giunti quasi al termine di questo tour, ci troviamo a Villa Poiana. Una villa che sorge nel cuore della splendida campagna bassovicentina, appena fuori dall’abitato di Poiana Maggiore. Disegnata dal Palladio attorno al 1546 e, conclusa circa vent’anni dopo, è a pianta rettangolare nel corpo centrale, con apertura a serliana sulla facciata. Da apprezzare particolarmente gli affreschi della Sala degli Imperatori, e la visuale sconfinata del giardino sul retro. 

 

Villa Barbarigo Loredan Rezzonico, il nucleo storico di Noventa Vicentina nasce e cresce attorno alla sua Villa, voluta nel 1548 da Andrea Barbarigo, nel nome della potente famiglia doganale presente in loco dal 1540. La struttura ha due unità distinte, una signorile e una economica. Gli interni conservano una fastosa decorazione a fresco. La Villa, passata di mano in mano, è sede comunale dal 1891.

 

E infine, Villa Nani Loredan, questo edificio apparteneva per tre quarti a Francesco Loredan e per un quarto a Bernardo Nani. Secondo la leggenda, un passaggio sotterraneo univa le due abitazioni, forse per garantire ai nobili abitanti una sicura via di fuga. In seguito, furono i Loredan ad acquisire l’intera proprietà. Le opere di consolidamento strutturale e di restauro pittorico risalgono agli anni Sessanta. Oggi la Villa è di proprietà della Regione.

 

Itinerario 5: da Montecchio Maggiore a Sossano

 

Siamo arrivati alla fine di questo nostro viaggio, concludiamo quindi con l’ultimo itinerario e con le ultime tre ville del Veneto, che sono:

 

Villa Cordellina Molin, Marzotto, Lombardi, che sorge in prossimità del centro di Montecchio Maggiore. "Una fastosa dimora di villeggiatura, che fosse anche azienda agricola": così l’aveva immaginata Carlo Cordellina che affidò il progetto a Giorgio Massari, forse con il contributo di Francesco Muttoni nel 1735. Gli affreschi del salone centrale vennero realizzati nel 1743 da Giambattista Tiepolo. La Villa, adibita a stabilimento bacologico per oltre sessant’anni, venne restaurata ad opera di Vincenzo Lombardi, proprietario dal 1955. Alla sua morte la moglie la donò alla Provincia di Vicenza.

 


Villa Lorenzoni, Betale, Bonazzi. Già nel ‘500 i Lorenzoni qui possedevano un modesto edificio con annesso rurale, che nel 1814 fu sostituito dall’attuale Villa, commissionata a Bartolomeo Malacarne. Nel 1907 la nuova famiglia bonazzi edificò due filande e un magazzino, destinando la Villa a luogo di villeggiatura. Di proprietà del Comune e già adibita a biblioteca, oggi è ad esclusivo uso museale.

 

Per concludere questo bellissimo e interessantissimo tour, visitiamo Villa Loschi, Gazzetta. Un edificio risalente al tardo XV secolo, che si affaccia sul centro del paese, nelle terre agricole tra i colli. Che dal 2008 è sede della biblioteca comunale.