Civita Castellana: affascinante borgo millenario del Lazio, in provincia di Viterbo

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di Ginevra Van Deflor

3/5/2021

Se siete alla ricerca di una vacanza all’insegna del relax e della cultura, Civita Castellana in provincia di Viterbo fa al caso vostro.

Arroccato su alti speroni di tufo da cui si possono ammirare panorami dalla bellezza unica, questo delizioso borgo offre anche, al turista curioso, la possibilità di immersione in una storia più che millenaria.

Civita Castellana, infatti, si chiamava nell’antichità Falerii Veteres ed era la capitale della civiltà falisca, nome con cui i Romani indicavano un antico popolo dell’Etruria meridionale.

Leggenda vuole che il suo fondatore fosse il greco Aleso, che forse così non dice granché, ma non appena si scopre essere nientemeno che il figlio di Agamennone, affiorano copiose le reminiscenze omeriche delle superiori. Aleso era, oltre che del re di Micene, figlio anche della bella Briseide, la schiava amatissima dal baldo Achille e a lui sottratta, appunto, da Agamennone. Dopo l’uccisione di quest’ultimo il giovane Aleso fuggì per approdare sulle coste tirreniche, risalire fino al Tevere e poi stabilirsi in quella che è l’attuale Civita Castellana.

A testimonianza di quest’epoca in cui l’insediamento del discendente di Agamennone divenne la città più importante dell’Agro Falisco, rimangono sul posto molti siti archeologici, come quello del Vignale e della località Celle, che ospita i resti del tempio di Giunione Curite. Ovidio (quello delle Metamorfosi e dell’Ars Amatoria, considerato il “capolavoro della poesia erotica latina) ci racconta dei cortei religiosi che qui si svolgevano e a cui assisteva, essendo una delle sue tre mogli di origine falisca.

Per continuare a documentarsi su questa civiltà passata e misteriosa (con affinità e differenze sia con gli etruschi sia coi romani), niente di meglio di un salto nel centro storico, al Museo Archeologico dell’Agro Falisco, ospitato dall’edificio Forte Sangallo, fatto costruire dal papa Alessandro VI Borgia e diventato uno dei simboli della cittadina.

L’opera, detta anche Forte Borgiano, testimonia il secondo momento di gloria di Civita Castellana: quando, nel Rinascimento, è diventata luogo dove spesso risiedevano i papi. L’edificio, a pianta pentagonale, con cinque bastioni e circondato da un fossato artificiale, è stato dimora papale fino al 1800 ed è servito anche da rifugio a papa Clemente III e Adriano IV in situazioni di estremo pericolo.

Un estimatore di questo affascinante borgo è stato anche quell’intenditore di bellezze nostrane che era Goethe, il quale, in Viaggio in Italia, così descrive la visuale dal ponte che sorvola il fossato dietro il Forte Sangallo:

“Bellissima la vista del castello: il monte Soratte, una massa calcarea che probabilmente fà parte della catena appenninica, si erge solitario e pittoresco. Le zone vulcaniche sono molto più basse degli Appennini e solo i corsi d' acqua, scorrendo impetuosi, le hanno incise creando rilievi e dirupi in forme stupendamente plastiche, roccioni a precipizio e un paesaggio tutto discontinuità e fratture”.

Degno di nota anche il Duomo, detto dei Cosmati perché costruito nel XII secolo da una delle più importanti famiglie di marmorari romani (i Cosmati, appunto). Sull’organo del Duomo è riportata, non senza orgoglio, la targa che commemora un altro momento storico di cui Civita Castellana è stata teatro, quando, nel 1770, un illustre musicista, di passaggio in città mentre si dirigeva a Roma, vi si è fermato e l’ha suonato: nientemeno che Mozart.

Da sempre, inoltre, il borgo laziale è noto come “la Città della Ceramica”, attività artigianale presente anche nel passato grazie alla facile reperibilità dell'argilla nel luogo. Negli anni Trenta la produzione delle ceramiche copriva il 60% di quella nazionale e ancora oggi viene esportata in tutto il mondo. Per ripercorrerne i passaggi storici, basta fare un salto al Museo della Ceramica, all’interno della chiesa di San Giorgio: vi si può trovare documentata l’attività ceramica civitonica dalla fine del '700 fino al periodo maturo della produzione industriale degli anni ’70.

Per un incontro più caratteristico ancora, perfetta la bottega di Mastro Cencio, laboratorio artigianale dell’artista locale Vincenzo Dobboloni, esperto artigiano e ceramista ma anche grande conoscitore della storia e del costume locale.

Concludono l’elenco delle cose da non perdere il ponte Clementino, monumento suggestivo costruito a inizio ‘700 per volere del papa, e la fontana dei Draghi, al centro della piazza centrale.

 

Civita Castellana Fontana

 

Quando andare a Civita Castellana

Posto che ogni periodo è buono, vista la ricchezza paesaggistica e culturale della cittadina, se potete scegliere il periodo del Carnevale vale sicuramente la pena. Le celebrazioni si aprono il 17 gennaio di ogni anno con il trasporto di un fantoccio in cartapesta detto Puccio in Piazza Matteotti; si può assistere alla sagra dei frittelloni, goloso piatto tipico del posto; alla sfilata allegorica dei bambini il Giovedì Grasso; alla sfilata dei carri allegorici, al gran ballo in piazza e al falò del Puccio con fuochi d’artificio per il gran finale.

A metà luglio, invece, è di scena la musica con il Civitafestival, rassegna con concerti all'aperto di classica, moderna e contemporanea. L’Estate Civitonica ospita molti cinema in plein air. Si chiude in bellezza a settembre con rievocazioni storiche di antiche feste medievali, che comprendono corse, giostre e sfilate in costume con dame e cavalieri.

Insomma, si ha davvero di che scegliere se si decide di andare a visitare questo delizioso borgo del viterbese.