Castellammare di Stabia: nell’epoca dello splendore romano con Villa Arianna e Villa San Marco

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di Chiara Carandente Tartaglia

27/4/2021

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La spettacolare costa napoletana vede protagonista Castellammare di Stabia, la quale durante il massimo splendore dell’epoca romana, veniva chiamata l’Antica Stabiae. È proprio in questo periodo, che la città ospita le migliori ville residenziali, tanto ambite dai più agiati e dalle celebrità, in prospettiva delle vacanze. 

La bellissima e antica Stabiae fu danneggiata dalla terribile eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., che vide protagoniste della distruzione Pompei ed Ercolano, le quali, come la storia ci racconta, furono sommerse da cenere e lapilli.

È proprio qui che le più belle ville residenziali sono rinvenute, sino ai giorni nostri, la prima dimora “dell’otium” più antica degli Scavi Archeologici di Stabia  è Villa Arianna, originaria del II secolo a.C. 

È stata battezzata così in seguito alla pittura della parete in fondo al triclinio, in cui veniva rappresentata Arianna abbandonata da Teseo. Infatti , proprio sulle pareti vengono rappresentate scene mitologiche piene di vita, da essere fonte di invidia per la vicina Pompei. 

Concentrati in 2500 m2, vivono da secoli decoratissimi porticati, quadri, un’infinità di affreschi e mentre le cucine ci ricordano la servitù, i saloni, le stanze termali e le camere lussuose ci riportano alla mente l’aristocrazia romana.

Il rosso la fa da sovrano, suggestionando chi lo osserva, ma il tocco finale, non sono solo i raffinati affreschi, ma il punto strategico in cui è situata la villa, che permette al turista di rimanere senza fiato, gustandosi una vista panoramica sul golfo di Napoli. 

E se Villa Arianna viene considerata la più antica, certamente il primato di villa più ampia non può non andare a Villa San Marco, così chiamata per l’antica cappella dedicata all’omonimo santo, costruita però durante la metà del XVIII secolo. È noto che, la dimora sia una delle più grandi; negli ultimi anni sulla base di 11000 m2 solo 6000 sono stati messi in luce. Le pareti in marmo situate nella parte inferiore le regalano un tocco sontuoso, alle spalle è presente un quartiere termale, con una zona dedicata alla servitù. Il porticato conduce su un magico giardino ninfeo, in cui è presente una vasca lunga 30 metri ed è proprio da qui che provengono i famosi mosaici esposti al Muso Archeologico Nazionale di Napoli. 

In questo spettacolare luogo si può godere di una vista eccezionale, da un lato i monti Lattari, dall’altro il golfo di Napoli, infondendo nell’ambiente circostante una leggera brezza marina. 

Miti e leggende si ispirano a queste due residenze, le quali sono le uniche due superstiti dell’eruzione vulcanica. Negli anni 50’ furono riportate in vita e il loro primo restauro è terminato nel 2018.

L’ingresso è gratuito e le due ville si possono trovare in via Passeggiata Archeologica di Castellammare di Stabia.