Doppiaggio: qual è la sua storia?

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di Martina Moliterni

5/4/2021

Fonte immagine: hallofseries.com

C'è chi preferisce guardare film e serie tv in lingua originale, chi preferisce guardarli doppiati. A prescindere dalle preferenze, non possiamo negare che il doppiaggio sia una parte fondamentale dell'industria cinematografica, soprattutto in Italia. Nel nostro paese, infatti, si tende a doppiare qualsiasi cosa, a tal punto da avere numerose scuole di doppiaggio, che fra l'altro sono le migliori al mondo. Non in tutte le nazioni però si usa questa tecnica: in alcune si usano i sottotitoli, in altri paesi, soprattutto quelli dell'Europa dell'Est, si usa invece il voice over, una tecnica che consiste nel registrare da sopra la versione originale, un po' come si fa in molti documentari anche in Italia. Oltre in Italia, il doppiaggio si utilizza altre nazioni quali ad esempio Francia e Spagna. Ma qual è la storia di questa tecnica?

Come si può facilmente immaginare, il problema di dover tradurre i film è arrivato solo dopo la nascita del cinema sonoro, avvenuta nel 1926. In seguito a questa invenzione, i produttori e le compagnie di distribuzione dovevano trovare un modo per superare le barriere linguistiche. Inizialmente si erano ideate soluzioni poco pratiche o eccessivamente costose, come ad esempio creare dei "film paralleli". Poi, grazie allo sviluppo delle tecnologie, negli anni '30 è stato inventato il doppiaggio. Visti gli anni in cui è stato inventato, non è difficile capire che non serviva solamente a oltrepassare le barriere linguistiche, ma anche ad oltrepassare delle leggi: negli anni '30 infatti molte nazioni europee erano sotto dei regimi totalitari e nazionalisti e in quelle nazioni era quindi vietata la diffusione di materiale di lingue straniere. È anche per questo che il doppiaggio ha avuto maggiore fortuna in Italia o in Spagna, proprio per la presenza della dittatura. In quegli anni, inoltre, il doppiaggio subiva una forte censura e serviva anche a lanciare messaggi di propaganda, quindi i film non arrivavano in Europa con gli stessi messaggi ideati in America.

Ormai, però, soprattutto in occidente, il doppiaggio non è più utilizzato con scopi censori, ma viene anche considerato un'arte e tutto ciò che lo concerne, soprattutto la traduzione audiovisiva, che è ciò che ci permette di consumare i prodotti audiovisivi nella nostra lingua, viene spesso studiato e analizzato con molto interesse.

E voi, preferite il doppiaggio o la lingua originale?