Cinque videomaker da Brescia sbarcano su Amazon Prime

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di Naomi Filoramo

4/8/2020

Cinque videomaker bresciani sbarcano su Amazon Prime con il loro documentario dedicato alle donne del Sud-est asiatico. 

 

Un documentario tutto al femminile, che racconta le storie difficili e intime di sei donne riprese nel loro quotidiano. Ecco il progetto "The Ladies Diary", autofinanziato dai giovani videomaker bresciani.

 

Un documentario diretto da Sara Trevisan che parla di sei donne del Myanmar, sbarcato sulla nota piattaforma di video in streaming nel Regno Unito e negli Stati Uniti e che ha già ricevuto il primo riconoscimento, ha infatti vinto il “Best Documentary” dell’Eurasia Film Festival, un festival cinematografico internazionale indipendente, con cadenza mensile. Un altro grande traguardo per “The Ladies Diary”, che presto arriverà anche in Italia.

 

Qualche domanda a Sara Trevisan

 

Come è nata l'idea? 

 

“L’idea è nata a inizio 2019. La mission di Walking Cat Production è produrre media che riflettano su popolo, persone, viaggi e culture.

Il Myanmar ci affascinava da molto tempo: la sua cultura, i suoi bellissimi paesaggi naturali, la sua storia con i suoi contrasti e con il suo affacciarsi al futuro sotto la guida di Aung San Suu Kyi, “The Lady”, donna forte e leader incontrastata, vista come un’eroina che lotta per i diritti civili del suo popolo.

Ci siamo chiesti se questa connotazione femminile andasse al di là della sua leader, volevamo raccontare le storie di altre donne che si impegnano per costruire un futuro migliore per loro stesse, per le loro famiglie e per la loro comunità. Mi hanno sempre affascinato le storie di donne forti che prendono in mano le redini della propria vita per realizzare i loro sogni. Abbiamo scoperto storie di donne molto interessanti, anticonformiste, che stanno concretamente lavorando, ognuna a modo suo, per lasciare un’eredità migliore per le generazioni future.

Una delle richieste è stata: raccontate come è il Myanmar veramente, non come la solita cartolina di un paese esotico.

Così siamo partititi chiedendoci se fosse veramente così palese il cambiamento. E la risposta è che sì, le cose stanno cambiando, ma parlare di parità tra uomo e donna non è ancora possibile. Per una percentuale di donne che ce la fa, ce ne sono molte altre che ancora fanno fatica e che devono affrontare le stesse problematiche che devono affrontare anche le donne italiane e del mondo: essere madre e donna lavoratrice, parità salariale, essere riconosciute allo stesso livello degli uomini...”

 

Come ha avuto inizio il vostro percorso?

 

“Prima di tutto siamo un gruppo di amici di vecchia data, appassionati di fotografia, cinema e documentari. Tutti e cinque, Luca Vassalini (autore), Fabio Piozzi (operatore), Emanuele Bresciani (editor), io e Corrado Galli (direttore della fotografia) - che è anche mio marito e partner lavorativo da 10 anni circa - siamo professionisti nel settore fotografico/audiovisivo da anni. Abbiamo deciso che fosse arrivato il momento per unire forze e competenze e come casa di produzione Walking Cat abbiamo affrontato il nostro primo progetto: The Ladies Diary.”

 

Avete incontrato ostacoli nella realizzazione?

 

“Il documentario è stato interamente finanziato da noi: una scelta dettata dal voler avere massima libertà creativa. Questo però ha comportato ovviamente limitazioni di budget. Il documentario è stato girato in soli 20 giorni in Myanmar per cui è stato sfiancante ma entusiasmante allo stesso tempo.

Abbiamo iniziato la post-produzione a gennaio e dopo poco ci siamo trovati in lockdown causa Covid19. Quindi molto lavoro è stato fatto a distanza, ognuno a casa propria, in smart working. Questo tuttavia ci ha consentito di concentrarci a fondo e di finire la post-produzione in tempistiche estremamente veloci.”

 

Cosa pensavate mentre lo stavate girando? E come vi siete sentiti quando avete saputo che lo avrebbero mandato su Amazon Prime? 

 

“Sia in fase di pre-produzione, sia in fase di produzione, ci siamo sempre concentrati nel fare il miglior lavoro possibile con il budget e coi tempi a disposizione. Volevamo realizzare un documentario di cui essere orgogliosi. Mai avremmo immaginato che The Ladies Diary avrebbe fatto parte del catalogo di Amazon Prime Video, in special modo in tempi così rapidi. La notizia dell’inserimento nel catalogo USA e UK ovviamente ci ha reso felici, per noi è un riconoscimento del nostro impegno nel nostro lavoro. Mentre per il catalogo italiano (per il quale abbiamo preparato una versione doppiata) speriamo di avere notizie a breve.”

 

Quale è il messaggio che volete mandare con questo documentario? 

 

 

“The Ladies Diary vuole essere, oltre a uno spaccato di vita quotidiana di sei donne birmane, anche un dialogo tra donne che scavano nella loro femminilità come modo per affrontare la vita e per realizzare un futuro migliore per le prossime generazioni.

Il Myanmar non è solo un territorio dall’atmosfera esotica. E non è nemmeno la storia di una donna che, da sola, è riuscita a sovvertire un regime militare. Il Myanmar è una terra dal passato e dal presente complicato, con molte voci, molte altre storie e molte altre “Ladies”.”