La statua del dio Nilo a Napoli

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di Rosanna Falco

4/5/2021

Fonte foto: Napoli Fanpage

Certamente non molti la conoscono. Eppure è lì, nei pressi del centro storico del capoluogo campano. È la statua del dio Nilo, una interessantissima scultura bianca, monocromatica, che rappresenta un uomo anziano seminudo e disteso, che mantiene una cornucopia nella mano destra adornata con fiori e varia natura, simbolo della fertilità propria del fiume egizio, mentre si poggia con i piedi sulla testa di un coccodrillo, non più presente purtroppo, e con il braccio sinistro su una sfinge. Questa imponente opera artistica è posta su un basamento del 1657 e su di esso vi è un’incisione latina, la cui traduzione italiana è "Gli edili dell’anno 1667 provvidero a restaurare e ad installare l’antichissima statua del Nilo, già eretta (secondo la tradizione) dagli Alessandrini residenti nel circondario come ad onorare una divinità patria, poi successivamente rovinata dalle ingiurie del tempo e decapitata, affinché non restasse nell’abbandono una statua che ha dato la fama a questo quartiere".

Secondo la mitologia greca, il dio Nilo è uno dei cento figli di Oceano e Teti, madre anche del celeberrimo Achille e ciò lo rende un dio del fiume, in questo caso appunto il fiume egizio. Dunque, nel cuore del centro storico di Napoli si trova uno dei simboli dell’antica commistione di culture che hanno attraversato la città fin dall'epoca greca. Si tratta di una copia romana di un originale greco raffigurante il dio Nilo, ma all'epoca ciò non fu così chiaro e per quasi due secoli il popolo napoletano fu convinto di trovarsi di fronte ad una statua femminile. Nel XV secolo si pensò che si trattasse di una raffigurazione della sirena Partenope che allattava i propri figli: “O cuorp 'e Napule”, la chiamarono tutti, a simboleggiare il suo ruolo di personificazione della città, madre amorevole che cura i suoi abitanti.

Nel corso del tempo, alcuni studi rivelarono la vera identità del corpo: una divinità fluviale portata a Napoli da mercanti egiziani che in epoca greco-romana giungevano nei quartieri presso San Biagio dei Librai, personificazione del fiume Nilo. La strada in cui si trova è quella che ancora oggi è curiosamente chiamata via Nilo: un nome che deriva non solo dal ritrovamento della statua del Corpo di Napoli, ma anche perché in epoca antica scorreva un piccolo fiume che dalla zona collinare scendeva giù, fino al mare, che a quel tempo arrivava fino alla zona dove oggi sorge Corso Umberto I.

Una città accogliente e cosmopolita da sempre, culla di svariate e affascinanti culture. Un posto che emana profumo di arte e storia in ogni sua parte, profuma anche d'Egitto in questo caso, di una millenaria e straordinaria civiltà.