Renato Guttuso: le sue opere principali

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di Luca Atzori

1/4/2021

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Se dico “realismo socialista”, subito viene alla mente un non so che di sovietico, con tutta la mitopoiesi dell’ideologia marxista. Ebbene si, anche se non si tratta di un artista russo ma italiano, palermitano per la precisione. Renato Guttuso infatti, nato nel 1911 e morto nel 1987, è stato fondamentale non solo per l’arte contemporanea, ma anche per la politica. Infatti il simbolo del Partito Comunista italiano fu realizzato proprio da Renato Guttuso nel 1943. Un artista completamente organico ai movimenti storici della sinistra. La sua arte, proprio perché fortemente schierata, porta le tracce dei propositi rivoluzionari. Proprio Guttuso, infatti, sosteneva che la pittura potesse avere una funzione direttamente sociale, e proprio per questo andasse considerata come un mestiere. Questo forse sottintendeva il suo ideale, che per conservarsi ha avuto spesso la necessità, come la Storia ci insegna, di diventare totalitario. Ma un artista non lo diventa mai fino in fondo. Le sue opere infatti raccontano una soggettività forte, da cui emerge l’umanità di un osservatore che dichiarandosi come tale, mostrava il mondo circostante. Riporto un elenco delle sue opere che ritengo più importanti.

I funerali di Togliatti

Nel 21 agosto del 1964 moriva Palmiro Togliatti, il dirigente del PCI organico al Comintern. L’uomo che aveva aperto le porte del mediterraneo al sogno comunista. In quest’opera si racconta il funerale di un portavoce, il pilastro della sinistra italiana. La tela che Guttuso dedica al politico è di quattro metri e quaranta per tre metri e quaranta. Le figure umane sono in bianco e nero, contrastate con il rosso fuoco delle bandiere e dei fiori. In mezzo alla folla compaiono persone comuni accompagnate da figure di spicco della storia rivoluzionaria, tra cui Lenin, Gramsci, Stalin. Esemplare questo dipinto di cosa significasse il comunismo per Guttuso. Un evento che raccoglieva tutti, dove nessuno era escluso, e proprio per questo non veniva attribuito a nessuno un colore particolare. Questo era piuttosto possibile trovarlo nell’ideale. Nella bandiera, nel fiore che mostra il lutto, nel cordoglio per la perdita del dirigente. E mentre Togliatti viene accompagnato verso il luogo cimiteriale, le masse continuano a unirsi nel suo nome. L’ideale socialista è infatti inteso come qualcosa che supera l’individualità, e che si ravviva nel suo essere tramandato. Potremmo leggerci un sottinteso “Togliatti è morto, viva Togliatti!”.

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