Le opere italiane in giro per il mondo

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di Emiliano Tumino

14/1/2021

“Siate felici! E se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non vi scordate della felicità.”

 

(Roberto Benigni)

 

Ricordarsi a volte di essere italiani basta per essere felici e ritenersi fortunati. Il nostro Paese ricopre soltanto lo 0,5% della superfice terrestre, eppure, in questo piccolo lembo di Terra, risiede il 70% del Patrimonio artistico/culturale mondiale.

 

Lo stile italiano, oltre al gusto per il bello e al genio degli artisti che nel nostro Paese sono nati, nei secoli è arrivato ben oltre i confini dello Stivale. Tra anfiteatri romani, fortezze ed edifici storici, musei e luoghi di culto della storia del design: Oggi Hermes Magazine ci porterà alla scoperta di opere italiane in giro per il mondo. Perché non c'è solo la Gioconda da "rivendicare", ma anche tantissime altre bellezze e opere d'arte da poter visitare nel mondo, che hanno un'origine italiana e una storia unica da raccontare. Seguiteci in questo viaggio bellissimo!

 

"La Gioconda" di Leonardo Da Vinci

 

Quando pensiamo alle più importanti opere d'arte italiane all'estero, la prima che ci viene in mente è senza ombra di dubbio la Monna Lisa (conosciuta col nome di "Gioconda") di Leonardo da Vinci. La celebre donna dal sorriso enigmatico si trova attualmente a Parigi, presso il Musée du Louvre. L'opera venne realizzata agli inizi del 1500 da un Leonardo ormai maturo e artisticamente navigato. Vi sono diverse interpretazioni su questo dipinto, nel senso che non si conosce con certezza l'identità del soggetto ivi raffigurato. Alcune fonti ci suggeriscono che si tratta di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo. Altre invece sostengono che Leonardo avesse realizzato un ritratto di se stesso in versione femminile. Ad ogni modo, indipendentemente dall'identità della Monna Lisa, resta un alone di mistero sul significato del suo sorriso.

 

"Amore e Psiche" Antonio Canova

 

È uno dei capolavori assoluti del Museo del Louvre il gruppo scultoreo di Antonio Canova, che prende spunto dalla fiaba di Apuleio. La giovane Psiche è colta nel momento del risveglio, dopo le terribili prove imposte dalla gelosia di Venere, e finalmente libera di ricongiungersi all'amato Cupido. Una scena entrata nell'immaginario collettivo per intensità e dolcezza (alla Sala 4 dedicata alla scultura italiana).

 

“La cena in Emmaus” di Caravaggio

 

Tra le più importanti opere d'arte italiane all'estero troviamo anche la pittura di Caravaggio. Il suo celebre dipinto "La cena in Emmaus" si trova difatti custodito alla National Gallery di Londra. Osservando il quadro siamo immediatamente in grado di riconoscere lo stile pittorico di Michelangelo Merisi. La presenza del chiaroscuro, trattato con estrema attenzione, rende l'immagine estremamente scenografica. Ci sembra infatti di assistere ad un'opera teatrale ogni volta che osserviamo un dipinto del Caravaggio. In questo caso anche la disposizione dei personaggi ci fa pensare ad una rappresentazione sul palco. La figura del Cristo è visibile frontalmente, mentre i suoi tre commensali assumono delle pose diverse. Ne vediamo due di profilo e uno di spalle mentre conversano con Gesù dianzi ad una tavola imbandita.

 

"Le tre Grazie" di Antonio Canova

 

Le più importanti opere d'arte italiane all'estero non sono soltanto quadri. Anche le sculture hanno dovuto in qualche modo traslocare fuori dall'Italia e una di queste è la composizione di Antonio Canova. Esistono due versioni di questo gruppo scultoreo a tre figure, entrambe custodite in musei stranieri. La meno recente si trova all'Ermitage di San Pietroburgo, mentre l'altra si può ammirare al Victoria and Albert Museum di Londra. Come ci suggerisce il titolo, il trio di statue raffigura le Grazie, personaggi femminili della mitologia greca dalle forme generose e dal viso incantevole. Aglaia, Eufrosine, e Talia assumono la posa che possiamo vedere anche in opere pittoriche di età rinascimentale, come "La Primavera" di Botticelli e "Le tre Grazie" di Raffaello Sanzio.

 

"Canto d'amore" di Giorgio De Chirico

 

Facciamo un balzo temporale di qualche secolo e giungeremo ad una delle più importanti opere italiane d'arte contemporanea all'estero. Stiamo parlando del capolavoro di Giorgio De Chirico, "Canto d'amore". Risalente al 1914, questo olio su tela si trova presso il MoMA di New York. Poiché si tratta di un'opera metafisica, possiamo rintracciare degli elementi alquanto singolari all'interno della composizione. Notiamo infatti che accanto alla testa dell'Apollo del Belvedere si trova appeso un guanto rosso di gomma. Al di sotto si trova una sfera verde, mentre sullo sfondo viaggia una locomotiva. Come ben sappiamo, De Chirico ritrae delle piazze italiane in tutte le sue opere, soprattutto quella di Ferrara. La presenza di elementi così diversi tra loro ci lascia intuire il significato sibillino della pittura metafisica. Forse per questo motivo la vista di un'opera d'arte tanto particolare ci colpisce fortemente.

 

L’impronta italiana all'estero la troviamo pure in numerosissime opere di architettura:

 

Torre di Galata – Istanbul

 

Guardando verso nord dalla sponda del Corno d’Oro è impossibile non notarla, con la sua imponente forma cilindrica. Fra i tortuosi vicoli di Beyoğlu, il quartiere più cosmopolita di tutta Istanbul, la Torre di Galata potrebbe invece sfuggirvi, e comparire d’improvviso dietro una curva. La torre, in origine parte di una fortificazione, è uno dei monumenti simbolo della capitale della Turchia. Fu costruita alla fine del quattordicesimo secolo da Rosso Doria, il primo governatore della colonia genovese di Galata. Il bar-ristorante sulla cima vanta la migliore vista di tutta la città!

 

Centro Pompidou – Parigi

 

Se il Louvre è il simbolo della Parigi ottocentesca, il Centre Pompidou, progettato da Renzo Piano, è quello della Parigi del Novecento. Alla sua inaugurazione nel 1977 il centro – che ospita una collezione d’arte moderna e contemporanea, oltre a eventi e mostre temporanee – fu accolto come un orrore architettonico, un mostro spuntato fra il Marais e il mercato di Les Halles. Oggi il suo design è considerato una svolta nella storia dell’architettura contemporanea. Quiz: perché i tubi che circondano la struttura principale sono colorati? (Quelli gialli sono per l’elettricità, i rossi per gli ascensori e le scale mobili, i verdi per l’acqua e i blu per l’aria… Lo sapevate?)

 

Vallo di Adriano – Inghilterra

 

La Barriera che separa i Sette Regni dai bruti delle terre selvagge è alta 700 piedi, lunga 300 miglia e fatta interamente di ghiaccio – ma esiste solo nella saga di Games of Thrones. Il Vallo di Adriano è lungo, più modestamente, 120 chilometri e in alcuni punti è ormai alto solo un paio di metri, ma ha il vantaggio di esistere veramente. Costruito dall’imperatore Adriano nel II secolo per respingere le incursioni del bellicoso popolo dei pitti, il Roman Wall corre da costa a costa nel nord dell’Inghilterra, non lontano dall’attuale confine scozzese. Vale una visita, anche in giornata, da Edimburgo o da Glasgow, prima di addentrarsi nelle highlands in cerca di avventure.

 

Palazzo d’Inverno – San Pietroburgo

 

Quando le zarine Anna e Elisabetta di Russia decisero che la loro capitale San Pietroburgo doveva avere palazzi che potessero fare invidia alle residenze degli altri sovrani europei, si rivolsero a molti architetti: il più famoso è il fiorentino Bartolomeo Rastrelli, cui si deve la progettazione, a metà Settecento, del simbolo della metropoli russa: stiamo parlando naturalmente del Palazzo d’Inverno, che si ammira ancora oggi sulle rive della Neva in tutto il suo splendore. Sfidate il gelo, ne vale la pena per catturare una foto di questa meraviglia!

 

Istituto Italiano di Cultura – Stoccolma

 

Il buon nome della cultura italiana nel mondo è tenuto alto anche dagli Istituti Italiani di Cultura: uno dei più belli si trova a Stoccolma, ed è stato progettato alla fine degli anni Cinquanta dall’architetto e designer Gio Ponti (lo stesso che ha disegnato il Grattacielo Pirelli di Milano). Situato nel quartiere delle ambasciate della capitale svedese, l’Istituto è celebre soprattutto per i magnifici interni, con pavimenti in marmo di Carrara, sedie dalle linee raffinate e globi di luce in perfetto stile retrò. Un vero salto nel nostro passato!

 

Biblioteca di Efeso – Turchia

 

La colonia greca di Efeso sorgeva sulla costa ionica dell’odierna Turchia. Una delle città più floride e potenti del Mediterraneo, era nota per ospitare una delle sette meraviglie del mondo antico, il Tempio di Artemide. Raso al suolo il tempio per ordine dell’arcivescovo di Costantinopoli, oggi a Efeso rimangono i resti della splendida Biblioteca romana, realizzata in onore del proconsole d’Asia Tiberio Giulio Celso. Se siete da queste parti, dopo aver ammirato le rovine fate tappa nella vicina Smirne (Izmir), una città vivace e moderna ideale per entrare nel mood da vacanza da spiaggia!

 

Le Mont-Saint-Michel – Francia

 

Secondo la leggenda, L’Arcangelo Michele dovette ripetere per ben tre volte al vescovo Auberto di Avranches di costruire una chiesa in suo onore sul monte oggi noto come Mont-Saint-Michel, meraviglioso patrimonio UNESCO in Normandia (in realtà un’isoletta part-time, a seconda della marea). Al terzo avvertimento l’angelo, scocciato, impresse il segno del suo dito sul cranio del povero vescovo, che capì che non si scherza con i santi. Fra le istruzioni pare ci fosse anche una derivazione italiana: il modello di quella prima costruzione dell’ottavo secolo è infatti il Santuario di San Michele del Gargano, in provincia di Foggia. La costruzione dell’abbazia romanica che si ammira oggi fra le maree della costa normanna si deve invece al monaco benedettino piemontese Guglielmo da Volpiano, due secoli dopo.

 

Questi sono soltanto alcuni esempi della grandezza italiana all’estero... il mondo ne è pieno.

 

Sii felice, sei italiano! Non scordarlo mai.