I Musei della Montagna di Reinhold Messner

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di Emiliano Tumino

19/1/2021

“La decisione più importante della mia vita è stata… la decisione di vivere obbedendo ai miei desideri, alle mie idee e ai miei sogni.”

 

(Reinhold Messner)

 

Reinhold Messner nasce il 17 settembre del 1944 a Bressanone, in Alto Adige, secondogenito di nove fratelli.  Vive a San Pietro, nella Val di Funes e cresce in una famiglia umile: il padre è insegnante e la madre si occupa dell’allevamento familiare di polli e dei figli. Dopo il diploma di geometra studia all’Università di Padova e lavora per un breve periodo come insegnante di scuola secondaria.

 

“Ultima speranza del grande alpinismo tradizionale”    

   

  (Walter Bonatti)

 

Alpinista, esploratore, scrittore. Inizialmente salito alla ribalta nel mondo dell'alpinismo per aver riportato in auge l'arrampicata libera in un periodo nel quale era preponderante la progressione artificiale, rendendosi protagonista nel 1968 del primo VIII grado in libera (seguendo la "linea logica") al Pilastro di Mezzo del Sass dla Crusc. Il suo nome, legato a innumerevoli arrampicate e esplorazioni, è per lo più noto al grande pubblico per essere stato il primo alpinista al mondo ad aver scalato tutte le quattordici cime del pianeta che superano gli 8000 metri sul livello del mare, spesso da versanti o in condizioni di eccezionale difficoltà (una di queste ha ispirato il film Nanga Parbat). Le sue innovazioni nell'arrampicata libera prima e nell'alpinismo di alta quota poi lo fanno figurare ai vertici dell'alpinismo internazionale a cavallo degli anni sessanta e settanta.

 

Considerato uno dei sostenitori del cosiddetto "stile alpino" nelle grandi montagne himalayane, per lo più oggetto allora di spedizioni con molti scalatori e caratterizzate da grande dispendio di risorse (himalayismo), fondamentali a tal proposito furono due imprese: nel 1978 è il primo uomo a scalare l'Everest senza l'ausilio di ossigeno supplementare insieme a Peter Habeler, mentre nel 1980 raggiunge la medesima vetta in solitaria. È stato quindi un grande himalaista, capace di darsi sempre nuovi obiettivi e di comunicarli con grande efficacia anche ad un pubblico di non addetti ai lavori. Tra le altre imprese, le traversate dell'Antartide e della Groenlandia senza il supporto di mezzi a motore né cani da slitta e la traversata del Deserto del Gobi.

 

Socio onorario e medaglia d'oro del Club Alpino Italiano, è anche autore di molti libri in cui narra le sue imprese e affronta tematiche inerenti alla cultura della montagna, mentre dal 1999 al 2004 è stato Membro del Parlamento europeo eletto come indipendente nella lista dei Verdi italiani, fatti che hanno contribuito alla sua notorietà. Agricoltore, si dedica alla gestione del Messner Mountain Museum, un complesso museale dedicato a tutti gli aspetti della montagna, dislocato tra Castel Firmiano a Bolzano, Solda, Castel Juval (dove Messner abita dal 1983), Monte Rite, Castello di Brunico e Plan de Corones.

 

“Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento.”

 

(Reinhold Messner)

 

Ho dedicato alla montagna e alla sua cultura un progetto museale composto da sei strutture che sorgono in sei località straordinarie del Sudtirolo e del Bellunese. I sei musei del circuito Messner Mountain Museum sono luoghi in cui incontrare la montagna, la gente di montagna e anche noi stessi. Ogni visita è come un'escursione in quota, particolarmente consigliata con il bel tempo. Il giro completo dei MMM è un'esperienza unica!

 

Reinhold Messner ha dedicato alla montagna e alle sue culture un circuito fatto di sei musei. Nasce così il progetto Messner Mountain Museum, che l'alpinista considera il suo 15° Ottomila. È il luogo in cui Reinhold Messner rende visibile e fruibile la propria eredità; le conoscenze, le esperienze, le storie dell'incontro tra uomo e montagna. Le sedi raccolte nel circuito MMM formano un mosaico unico nel suo genere, un singolare spazio esperienziale fatto di natura e cultura in cui comprendere il profondo significato che la montagna riveste per l'uomo. Ogni museo vive di vita propria e rappresenta uno spazio in cui il tema trattato si sposa perfettamente con l'ambientazione e l'architettura. Allo stesso tempo, nel suo insieme, il circuito MMM è un eccezionale luogo di incontro con la montagna per quanti considerano le alte quote molto più di una palestra di roccia o un agone sportivo.

 

I sei musei del circuito Messner Mountain Museum:

 

Corones

 

Il MMM Corones (2275 m) è dedicato alla disciplina regina dell'alpinismo: Il Trad Adventure Alpinism, che è stato caratterizzato da Reinhold Messner.

 

Firmian

 

Il cuore del circuito museale creato da Reinhold Messner sorge tra le antiche mura di Castel Firmiano, rese accessibili da una struttura moderna in vetro e acciaio.

 

Dolomites

 

Allestito in un forte della Grande Guerra e dedicato all'elemento roccia, racconta la storia dell'esplorazione e dell'alpinismo nelle Dolomiti.

 

Juval

 

Arroccato sulla collina di Juval nella splendida Val Venosta, svetta Castel Juval. Nel maniero trova spazio il museo che Reinhold Messner ha voluto dedicare al mito della montagna.

 

Ripa

 

Il MMM Ripa è dedicato alle genti di montagna. L'esposizione comprende opere ed oggetti d'uso quotidiano delle più importanti culture di montagna del mondo.

 

Ortles

 

Il museo si trova a Solda e richiama nella sua struttura architettonica i crepacci di un ghiacciaio. È dedicato ai mondi di ghiaccio ed espone la più vasta collezione di vedute dell'Ortles.

 

 

“Dopo una vita vissuta tra le pareti dolomitiche, sulle più alte cime del globo terrestre e poi in cammino nei vasti deserti di sabbia e di ghiaccio, ho voluto raccogliere l'eredità delle mie esperienze. Desidero raccontare ciò che ho vissuto ai margini estremi del mondo e presentare coloro che hanno condiviso con me momenti di paura, talvolta di disperazione ed infine quell'euforia del ritorno, la rinascita. Tornando da mondi ostili non abbiamo altro che le nostre esperienze. Pertanto, alla fine di ogni viaggio ai confini delle nostre possibilità, quando facciamo rientro tra la gente, ci rimane la vita salvata, la nostra, da riempire nuovamente di sfide, di obiettivi, di nuovi impegni. Uno di questi impegni è per me la realizzazione del Museo della Montagna. Per raccontare ciò che accade in noi quando ci consegniamo alle montagne sono portatrici da sempre: l'eternità, nonostante anch'esse si trasformino; il pericolo, temuto da tutti; la lentezza, di cui tutti abbiamo bisogno.”

 

(Reinhold Messner)