Affori si racconta a cielo aperto

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di Alessia Viviani

2/2/2021

Quando passeggi per il quartiere di Affori, la vita la senti scorrere dentro. Un filo conduttore tra storia e quotidianità, che ti fa rivalutare anche una metropoli come Milano. Mi sono innamorata di Affori dalla prima volta che ho messo fuori il piede dalla metropolitana gialla, che fa si, attraverso i suoi tunnel sotteranei di portarti direttamente al Duomo, in pochi minuti, o in Stazione Centrale, oppure fuori Milano, senza farti fare troppa fatica.

 

Affori però non è tutta qui. I suoi palazzoni sono pregni di vita, di ragazzi che studiano, di nonnetti fuori dal bar, e pure di quelle parole che tanto si raccontano nei libri. C'è la sua famosa banda e i giardini di Villa Litta dove riposarsi, leggere un buon libro e guardare i bambini giocare. E poi c'è la sua storia. Raccontata, a cielo aperto, sui suoi muri e sulle serrande dei suoi negozi. Cartoline in bianco e nero, di un progetto che parte dal 2017 e arriva fino a ad oggi.

 

Fotografie anni venti sulle serrande delle attività dei commercianti

 

Sono oltre quaranta le serrande dei negozi dipinte ad Affori egregiamente e artisticamente abbellite da bravissimi e giovani pittori facenti parte dell’Accademia di Brera e del Liceo artistico Boccioni. Questi artisti si sono impegnati per mesi nella realizzazione di una formidabile galleria d’arte open-air. Ovvero a cielo aperto, sulle serrande chiuse dei negozi che hanno iniziato anche a commissionare loro le opere scelte per abbellire le loro cler. Oggi il quartiere vanta un’attrattiva unica nel suo genere che lo rende agli occhi dei passanti, dei turisti e dei suoi abitanti il quartiere più accogliente e piacevoli da visitare anche quando i negozi sono chiusi e le loro serrande sono abbassate nei giorni di festa e durante le chiusure estive.